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Un’Italia più “rossa”

Un’Italia più “rossa” con la paura del Natale

A differenza di qualche settimana fa in cui il governo era diviso tra ‘rigoristi’ e non, ora si registra una maggiore compattezza nel fronte rosso-giallo sulla direzione scelta.

Un’Italia ancora più rossa, con l’ingresso nella fascia più ad alto rischio di Campania e Toscana e con lo spostamento in quella arancione di Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche. La situazione non è certo semplice e si correi ai ripari.  

Mentre la tensione tra il governatore De Luca e l’esecutivo diventa ogni giorno più alta. “Sarebbe meglio mandare a casa il governo. Assistiamo a cose che sono la forma moderna di un anti meridionalismo e anti napoletanismo che viene a galla nel momento dell’emergenza.”, la protesta del governatore campano, “sulla base di cosa arriva l’Esercito, chi ha fatto questa richiesta? L’ospedale da campo è una grande idiozia”.

“Il problema è che a pagare i suoi errori non è lui in persona, ma sono i campani, tra l’altro è la mia terra, la mia gente. Questo il governo non può permetterlo”, la risposta di Di Maio inserito da De Luca nella lista degli “sciacalli”.

Un lockdown generale?

Al di là dello scontro in atto, l’esecutivo e la maggioranza vanno avanti con lo schema disegnato. La grande paura è che si vada verso Un’Italia ancora più rossa con regioni ad alto rischio, che alla fine si debba arrivare gioco forza ad un ‘lockdown’ generale. Ma un timido segnale di ottimismo è legato al leggero raffreddamento della curva.

L’Rt nazionale è sceso sotto l’1,5Arrivato all’1,43. “I dati di questi giorni sono ancora il frutto di quanto non è stato fatto prima ma con l’ultimo Dpcm si dovrebbero vedere gli effetti dei provvedimenti presi”, osserva un ‘big’ del Pd.

Il metodo scientifico del governo

“Il governo ha applicato un metodo scientifico. Oggi l’Italia viaggia su un percorso diverso rispetto agli altri paesi europei.”, ha sottolineato questa mattina il premier Conte, “Con questo monitoraggio abbiamo il dovere dove c’è bisogno di intervenire e di non intervenire dove i dati permettono di non farlo”. Poi l’aggiunta: “Il mese di novembre è dedicato a contenere la curva di contagio. A dicembre nessuna catarsi liberatoria”. Il Natale? “Non lo dobbiamo identificare solo con lo shopping, fare regali e dare un impulso all’economia. Natale, a prescindere dalla fede religiosa, è senz’altro anche un momento di raccoglimento collettivo tra la persone”. 

 
 

About Francesca Dessì

Ho 23 anni e una grande voglia di mettermi in gioco

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