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Maltrattamenti e diritti

Maltrattamenti e diritti: le soluzioni da adottare

Maltrattamenti e diritti animali: dopo il Convegno indetto dalla LNDC Animal protection ecco le prime soluzioni emerse

Il 6 novembre scorso, si è tenuto il Convegno in streaming organizzato dalla LNDC Animal Protection dal titolo Diritti degli Animali: le nuove frontiere per la loro tutela.

Moderato dalla conduttrice televisiva Tessa Gelisio, amica storica dell’Associazione. E, con Michele Pezone, Responsabile nazionale diritti animali LNDC – Animal Protection.
Non solo la pianificazione dell’evento ha coinvolto numerosi amici a condividere il proprio pensiero. E, stimolare il pubblico alla partecipazione. Tra questi: Tiziano Ferro, Giorgio Panariello, Raffaella Mennoia, Massimo Wertmüller e Samantha De Grenet. Ma, grazie a una grossa campagna mediatica sui social, l’Associazione ha risollevato il grande problema dei diritti animali e dei maltrattamenti. Inoltre, ha suscitato così l’interesse di decine di migliaia di persone sensibili alla tematica, perché diciamolo, sono moltissimi gli italiani che chiedono a voce alta pene più severe nei confronti di chi maltratta e uccide gli animali.

Le notizie sui quitidiani locali e nazionali

Ogni giorno, sulle pagine dei quotidiani locali e nazionali leggiamo notizie raccapriccianti sulle morti di animali selvatici. O familiari trucidati nei modi peggiori. Tutto questo si potrebbe evitare e prevenire. Il Convegno è nato proprio con questo scopo. Riunire massimi esperti provenienti dal mondo veterinario, delle forze dell’ordine e giuridico, nonché dal settore della comunicazione. Con lo scopo di fare il punto della situazione e condividere le possibili soluzioni. Persone interessate alla tematica, avvocati e giornalisti si sono collegati alla diretta streaming per saperne di più.

Per acquisire maggiore consapevolezza e strumenti utili a combattere i maltrattamenti grazie ai topic affrontati: “Le attività di indagine nei reati a danno degli animali. Aspetti procedurali e idee per migliorare la normativa vigente” e “Informazione e media dalla parte degli animali”.
“È davvero frustrante assistere a così tante morti crudeli e insensate e sentirsi impotenti”. “Da sempre denunciamo casi di maltrattamenti e uccisioni alle autorità competenti. Ma, in moltissime occasioni dobbiamo scontrarci con richieste di archiviazione. O, nei casi più fortunati, con condanne insufficienti a punire in maniera adeguata i colpevoli di queste stragi.

La legge contro i maltrattamenti

La Legge 189 del 2004 ha sì introdotto nuove figure di reato nel codice penale. Ma attualmente tra casi archiviati, riti abbreviati, sospensione della pena e ‘messa alla prova’, praticamente nessuno sconta realmente nemmeno un giorno di prigione. Anche in caso di condanna, a dimostrazione del fatto che queste vittime e questi reati vengono spesso considerati “di serie B”.

Il nostro obiettivo, anche grazie a questo Convegno, è fare in modo che sul piano giuridico, ma anche etico. Gli animali diventino essi stessi oggetto di tutela in quanto tali, esseri senzienti. Mentre oggi la legge tutela il ‘sentimento umano verso gli animali’.

Che cosa si può fare per cambiare la situazione nell’immediato futuro?

Fondamentale rimane sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso campagne nazionali che stimolino la denuncia dei casi di reati. Diffondere la cultura della sensibilità alla sofferenza, questo è il punto focale. Ricordiamo infatti che in moltissimi casi, chi comincia maltrattando gli animali. Poi spesso passa ad altre vittime appartenenti alle cosiddette categorie “deboli” come anziani, portatori di handicap e bambini. “Educare al rispetto della vita di ciascuno e all’empatia deve essere una priorità a tutti gli effetti”, continua Rosati.Interviene Michele Pezone, Responsabile nazionale diritti animali LNDC – Animal Protection: “Urge modificare il quadro legislativo di riferimento in modo tale da rendere perseguibile in maniera efficace chi commette reati a danno degli animali.

Le caratteristiche etologiche

Purtroppo un’altra questione complessa legata alla legge 189 riguarda le caratteristiche etologiche collegate al concetto di benessere animale. Non esiste solo il maltrattamento fisico, ma anche quello etologico connesso all’ambiente in cui l’animale si trova. Pensiamo a circhi, laboratori di sperimentazione, allevamenti. “Il danno etologico è equiparabile al danno fisico”. Il veterinario deve poter collegare la situazione ambientale al danno per gli animali e in tribunale questo aspetto è essenziale. Persino la morte di per sé non è un elemento sufficiente se non si chiarisce l’azione che l’ha causata. L’analisi etologica deve stabilire lo stato di benessere dell’animale. Se il veterinario non presta attenzione a raccolta dati e documentazione, l’esito del procedimento può risentirne in maniera negativa.

Qui nascono alcuni problemi perché l’etologia non è una materia approfondita in veterinaria, ma lo è in biologia. I biologi però non possono esprimere diagnosi riconosciute in tribunale. Inoltre, circa il 90% di questi cani “ergastolani” sono animali che hanno avuto o hanno ancora una famiglia di riferimento. Il problema è che sono senza microchip. Una soluzione è l’efficientamento dell’anagrafe canina, che ha per altro un costo bassissimo rispetto ad altre soluzioni più onerose per lo Stato. Anche qui, le Istituzioni dovrebbero spingere in maniera definitiva  non solo gli addetti ai lavori, ma anche i proprietari di animali.

L’associazione

Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC)Animal Protection è una delle più antiche e importanti associazioni protezionistiche presenti in Italia. È un Ente Giuridico riconosciuto con DPR 922/64, con oltre 80 sedi locali e migliaia di soci, volontari e sostenitori in tutto il territorio nazionale. Nasce nel 1950 con l’obiettivo primario di tutelare la vita e il benessere di cani e gatti, ma da tempo l’impegno si è esteso alla difesa degli animali di ogni specie e razza.
L’impegno degli oltre 3.000 volontari e attivisti di LNDC Animal Protection è tangibile, immediato e concreto. Ed è proprio per la sua struttura capillare che ogni anno l’associazione soccorre oltre 35.000 animali di ogni specie e razza e ne accudisce oltre 50.000, spesso vittime di soprusi e maltrattamenti, con l’obiettivo primario di trovare a ognuno di loro una famiglia che li possa amare per sempre.

About Noemi Dessì

Ho 21 anni e sono una studentessa di Scienze della Comunicazione. Mi piace ascoltare musica,leggere, guardare film e serie TV.....ma sopratutto scrivere!

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