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L’idrossiclorochina?

L’idrossiclorochina? È tutta una questione di dose

Una molecola, l’idrossiclorochina. Se ne discute sia in chiave positiva per una possibile utilizzazione grazie a una recente metanalisi, sia in una perdurante linea di divieto.


La bagarre sollevata dalla letteratura medico-scientifica riapre dunque l’aspra polemica tra i sostenitori e oppositori della molecola idrossiclorochina. Che ha sempre rappresentato l’arma profilattica della malaria per i viaggiatori. E, da oltre 50 anni, prescritta a chi è affetto da patologie reumatologiche.

Il primo a sbandierarne il potere curativo nei confronti del virus Sars-Cov-2, era stato il professor Didier Raoult. Il microbiologo francese di fama internazionale e direttore dell’Istituto ospedaliero-universitario Mediterrannée Infection di Marsiglia. 

Il direttore di Malattie infettive, Pietro Luigi Garavelli, è ancora, tra i promotori della molecola da somministrare però ai primi sintomi. Come febbre accompagnata da tonsillite o tosse secca o dispnea. E, talvolta, da diarrea. Ma l’Aifa, e prima ancora l’Oms erano intervenute, vietandone la somministrazione se non per le sperimentazioni in corso. Addirittura mettendo in guardia i medici che prescrivono idrossiclorochina in terapia domiciliare: chi lo fa se ne assume la responsabilità.
 

La metanalisi 

Adesso è il professor Antonio Cassone, a invocare chiarezza. “C’è bisogno di saperne di più. Quanto prima. Perché sul piano scientifico va confermata o definitivamente bocciata l’efficacia del farmaco. Lo scienziato, come si diceva, si basa sulla ricerca condotta insieme ai colleghi.
La conclusione? L’idrossiclorochina sarebbe valida a patto del rispetto di un dosaggio corretto. Quello prescritto normalmente per malattie reumatologiche e non la somministrazione massiccia.

Idrossiclorochina: Gli ultimi studi a favore 

Tra i più recenti, c’è quello condotto dal team di Licia Iacoviello, Si chiama Corist (COvid-19 RISk and Treatments ed è stato pubblicato su European Journal of Internal Medicine, in collaborazione con Mediterranea Cardiocentro di Napoli e Università di Pisa. Ha coinvolto 33 centri ospedalieri e 3.451 pazienti ricoverati. “Corist, ha dimostrato su quasi 5000 malati Covid – spiega Cassone – una riduzione del rischio mortalità di circa il 30 per cento. Studio osservazionale come tanti altri è vero, e anche se con limiti, è stato ben condotto”.

“Abbiamo notato che tutte le ricerche da noi analizzate riportavano un trattamento con idrossiclorochina a dosi basse o moderate. Non più di 2 grammi e mezzo in totale distribuiti tra 5 e 7 giorni. Si parte con una somministrazione iniziale di 0.8 grammi. Si tratta di un dosaggio pari alla metà o anche a un terzo di quello di riferimento dei trials che avevano negato l’efficacia dell’idrossiclorochina. Il maggior vantaggio del farmaco si era raggiunto nei pazienti con sintomi lievi o mederati. Sia pure ospedalizzati, e trattati precocemente entro pochi giorni dal ricovero o a casa. Ci siamo convinti che quella dose era eccessiva”.
 

E quelli contro

L’ultimo, appunto, è stato pubblicato ieri su Jama: “Yet another trial finds hydroxychloroquine doesn’t treat Covid-19” di cui è autore Wesley H. Self, professore associato della Vanderbilt University di Nashville nel Tennessee. Lo studio, controllato e randomizzato punta l’indice sull’idrossiclorochina che non avrebbe “migliorato in modo significativo” il decorso della malattia dei pazienti ricoverati. I ricercatori, hanno confrontato gli effetti del farmaco con un placebo su quasi 500 pazienti, controllando le condizioni cliniche a distanza di 14 giorni, con trattamenti iniziati da 3 a 7 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Ma Cassone, pur non contestando al ricerca, commenta: “Il paper è utile e informa sugli effetti di basse dosi di idrossiclorochina ma necessita di conferma su un numero più alto di pazienti (migliaia, non centinaia) considerata la prevalenza della malattia (milioni di soggetti). Inoltre ha notevoli limitazioni, riconosciute dagli stessi autori.

About Noemi Dessì

Ho 21 anni e sono una studentessa di Scienze della Comunicazione. Mi piace ascoltare musica,leggere, guardare film e serie TV.....ma sopratutto scrivere!

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