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Midollo cura

Speranza di cura per la lesione midollare

Una speranza per la cura della paraplegia indotta da lesione midollare Ricercatori dell’Istituto di biochimica

Speranza di  cura: una luce infondo al tunnel. In collaborazione con Irccs Fondazione S. Lucia, Sapienza Università di Roma e Sanford Burnham (USA) hanno dimostrato l’efficacia terapeutica della neurotossina botulinica di tipo A. Attraverso una potente e perdurante azione anti-infiammatoria, la neurotossina è neuro protettiva, promuove la rigenerazione nervosa e contrasta la paralisi.

I risultati

I risultati pubblicati su Toxins sono stati oggetto di un brevetto presentato dall’11 al 13 novembre all’evento digitale Tech Share Day e si spera di arrivare a un test che permetta di verificare i dati. Le lesioni traumatiche complete ed incomplete del midollo spinale rappresentano una vera e propria sfida della medicina. Nonostante gli enormi progressi della scienza, ad oggi non esiste una cura in grado di ripristinare le abilità motorie perse. Tali lesioni provocano perdita permanente, totale o parziale, della trasmissione di impulsi nervosi sensoriali e motori, provocando paraplegia o tetraplegia. Si è calcolata un’incidenza globale di 10,5 casi per 100.000 persone, ovvero 768.473 nuovi casi all’anno nel mondo, dovuti principalmente a incidenti stradali.

I risultati di una ricerca dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche, mostrano come la somministrazione spinale della neurotossina botulinica di tipo A durante la fase acuta successiva al trauma eviti l’evoluzione del danno, favorendo così il ripristino delle connessioni muscolo-cervello.

Dolore neuropatico

Inoltre, è stata dimostrata la sua efficacia nel contrastare anche l’insorgenza del dolore neuropatico. Lo studio è condotto in collaborazione con Irccs Fondazione S. Lucia, Sapienza Università di Roma e Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute di La Jolla (USA).

“A seguito del trauma generato dalla lesione spinale è possibile distinguere due fasi. La prima è dovuta agli effetti diretti dell’impatto sul midollo spinale che induce la morte immediata delle cellule nervose. Mentre la seconda è caratterizzata da 3 stadi: acuto, intermedio e cronico.”, spiega Valentina Vacca del Cnr-Ibbc. “Nello stadio acuto sono osservabili importanti e devastanti cambiamenti pato fisiologici  che danno origine ad una risposta neuro infiammatoria.

Gli astrociti

Gli astrociti diventano iperattivi e formano una barriera che circonda l’area danneggiata. Se da un lato questo previene un ulteriore danno, dall’altro rappresenta un ostacolo alla ricrescita dell’assone. Inoltre gli astrociti sono responsabili del rilascio di fattori che portano a morte cellulare. Infine l’ultimo stadio è il cronico che vede la maturazione della lesione, della cicatrice gliale e la formazione di cisti.

“Il nostro gruppo di ricerca da anni studia i meccanismi e gli effetti di modelli preclinici di dolore e neuropatia.”, continua Sara Marinelli, coordinatrice dello studio insieme a Flaminia Pavone. “Siamo stati tra i primi ad accorgerci che questo farmaco era in grado di agire sul sistema nervoso.

Speravamo in dati promettenti ma mai ci saremmo aspettati un risultato così incoraggiante e una vera Speranza di cura”. Siro Luvisetto afferma che “la botulina è l’unico farmaco biologico ad avere una così ampia gamma di applicazioni terapeutiche di successo. Uno dei vantaggi dell’uso della tossina è la sua lunga azione terapeutica. Essa è in grado di agire per mesi dopo la somministrazione.

La botulina

La botulina è in grado di bloccare in modo efficace il rilascio di diversi neurotrasmettitori. Gli studi proseguiranno per cercare di capire quali meccanismi siano all’origine di questa spinta rigenerativa osservata nel modello animale”. Dal momento che esistono già diversi preparati commerciali se ne conoscono dosi, efficacia, tossicità e sicurezza ed è già ampiamente utilizzata in clinica. I ricercatori sperano si arrivi presto ad un test clinico che permetta di verificare anche nell’uomo i dati osservati nel modello animale.

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Francesca Dessì
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