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Oscurati 5.500 siti illegali e canali pirata

Oscurati 5.500 siti illegali e canali pirata

Oscurati oltre 5.500 siti illegali di streaming e canali Telegram che trasmettevano contenuti protetti in tutto il mondo. Sequestri rivolti alla confisca per equivalente per oltre 10 milioni di euro nei confronti dell’organizzazione criminale. I pagamenti degli abbonamenti avvenivano anche tramite criptovalute. 15 degli indagati, percepivano il reddito di cittadinanza.

Il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza. Con personale altamente specializzato appartenente al Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni della Polizia di Stato. Nell’ambito del procedimento penale 11226/17 in essere presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Napoli. Conclusa un’ importante operazione di contrasto al fenomeno della pirateria audiovisiva, la c.d. “IPTV”. Internet Protocol Television.

Maxi operazione contro la pirateria online. Oltre 5500 tra siti illegali e canali Telegram che trasmettevano illegalmente in tutto il mondo contenuti protetti da diritti d’autore sono stati oscurati. È l’esito di un’inchiesta condotta in 19 Paesi dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato. Come spiegano, il valore d’affari di questa truffa supera i 10 milioni di euro. E nonostante gli ingenti proventi di questa attività illecita, 15 degli indagati percepiscono anche il reddito di cittadinanza. Dalle indagini è emerso che i pagamenti degli abbonamenti pirata avvenivano anche tramite criptovalute.

La complessa attività di indagine coordinata da Giovanni Melillo e diretta da Vincenzo Piscitelli e da Valeria Sico. Si è avvalsa dei canali di cooperazione giudiziaria internazionale tramite l’Agenzia Europea Eurojus. Mediante il desk italiano, diretto dal Procuratore Filippo Spiezia. Coadiuvato dai Sostituti Procuratori Aldo Ingangi e Angela Continisio. In contemporanea con la riproduzione di numerosi eventi on demand, tra cui partite di calcio dei principali campionati europei.

Centinaia di migliaia di utenti che avevano contratti di abbonamento, hanno visualizzato sui propri dispositivi un pannello. Avvertendoli che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando il programma era stato sequestrato.

La Guardia di Finanza infatti, a partire dal pomeriggio del 6 novembre, ha posto gradualmente in essere attività tecniche di monitoraggio. Consistenti nel progressivo spegnimento da remoto delle piattaforme, dei server e delle smart card utilizzate dai pirati. Nonchè nell’oscuramento dei siti web e dei canali Telegram dediti alla vendita e riproduzione dei contenuti dell’IPTV illegale. Le preliminari attività hanno consentito il sequestro e l’oscuramento di oltre 5.500 risorse informatiche.  In seguito  i responsabili dell’organizzazione, sono stati costretti a palesare le risorse di backup già predisposte per fronteggiare eventuali azioni repressive.

Tale azione di preliminare oscuramento e successivo monitoraggio, ha così consentito di individuare ulteriori 350 siti vetrina e 370 canali Telegram.

Tali risorse, sono quindi oggetto di un nuovo sequestro d’urgenza disposto dalla Procura. Che ha azzerato ogni residua possibilità in capo all’organizzazione di riprodurre contenuti video in violazione delle norme poste a tutela del diritto d’autore.

Nel corso dell’Action Day,  di ieri 10 novembre, è stata quindi complessivamente data esecuzione a una misura di custodia cautelare in carcere in Italia. Un provvedimento di sequestro e confisca per equivalente pari ad euro 10.619.000 nei confronti di 23 indagati.  Provvedimenti di sequestro di oltre 5.500 risorse informatiche. 30 decreti di perquisizione e sequestro presso le centrali di ritrasmissione del segnale pirata in Italia ed all’estero. 100 perquisizioni domiciliari e locali. Un provvedimento di sequestro di 334 account PayPal. Perquisizioni e sequestri di attrezzatura e denaro o altre utilità in n.12 paesi europei.

Le indagini  condotte mediante innovativi strumenti tecnologici tra i quali un sofisticato software di Intelligenza Artificiale per l’analisi dei Big Data

Tali risorse software, oltre a permettere di individuare ogni membro dell’associazione indagata, hanno anche consentito di identificare l’intera rete. Nonché l’elenco completo dei dati identificativi degli illeciti utilizzatori in ambito mondiale. Le attività sono state svolte sull’intero territorio nazionale ed in altri 12 Paesi membri con il coordinamento dell’Agenzia Europea Eurojust ed in ulteriori 5 Paesi extra UE. Mediante l’attività di raccordo info-operativo svolta dal II Reparto del Comando Generale del Corpo ed hanno richiesto l’intervento di oltre 600 finanzieri.

Alle operazioni ha partecipato inoltre personale altamente specializzato appartenente al Servizio di Polizia Postale e delle Telecomunicazioni della Polizia di Stato.

Che ha fornito il proprio prezioso supporto tecnico alle ponderose attività  presso le principali centrali di ritrasmissione del segnale pirata. Le indagini hanno permesso di identificare un sistema articolato, rappresentato da piattaforme informatiche di ultima generazione. Alimentate simultaneamente da numerose “sorgenti di contenuti”. In flussi dati attraverso Server identificati in data center collocati in tutto il mondo. Attraverso questa tecnica,  erano in grado di alimentare migliaia di servizi di IPTV,  servizi web streaming, applicazioni mobili e canali Telegram.

La Guardia di Finanza,  a tutela degli operatori onesti e per assicurare condizioni di leale concorrenza, contrasta con decisione questo business illegale.

Un imponente danno per l’economia italiana a discapito dell’industria dell’audiovisivo. Che si stima abbia perso nel solo anno 2019 oltre 6.000 posti di lavoro  proprio per effetto di questi fenomeni criminali. Segnaliamo che questa operazione, è  posta in essere con grande operatività e spirito di collaborazione e cooperazione.

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About Roberta Pau

Nata e cresciuta a Cagliari, attualmente laureanda in lingue e comunicazione. Lavoratrice, amo viaggiare e ho una grande passione per ogni forma d'arte.

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