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Artrite reumatoide

Artrite reumatoide: colpisce circa 400.000 persone in Italia ma solo il 40% di loro segue le terapie in modo corretto

L’aderenza alla terapia è fondamentale in una patologia cronica con decorso invalidante, spesso non ben controllata. Che costringe le persone all’assenza dal lavoro, gravando quasi totalmente sulle spalle delle famiglie in termini economici, sociali e psicologici.

Questo il tema del webinar “L’artrite reumatoide in epoca Covid-19”, organizzato da MOTORE SANITÀ. Ultimo di una serie di appuntamenti, nati  con l’obiettivo di mettere a confronto sulle attuali buone pratiche organizzative e sui modelli di utilizzo dell’innovazione terapeutica. Pazienti e operatori coinvolti nella diagnosi, gestione e cura delle malattie reumatiche, tracciando anche le aree critiche da migliorare. 

Artite reumatoide e Covid-19

“Nell’era COVID-19 i pazienti affetti da artrite reumatoide sono andati incontro a molteplici difficoltà. Il secondo picco della pandemia, in corso in questi giorni, ci ha mostrato che il nostro globo si trova ancora in una condizione di grande fragilità. Nella quale rientra anche la gestione delle malattie reumatiche.
L’attenzione delle autorità sanitarie, è concentrata giustamente sui pazienti affetti da COVID-19 e sulle misure di prevenzione della diffusione del contagio. Ma, non deve tuttavia tralasciare la garanzia di un alto livello di cura per i malati con malattie croniche. In particolare, nell’artrite reumatoide. Al fine di prevenire l’evoluzione verso la disabilità, è necessaria una valutazione continuativa della patologia, sin dal suo esordio come pure nelle fasi successive.

Abbiamo oggi a disposizione farmaci che sono in grado di limitare la progressione della malattia. E, gli specialisti conoscono le strategie terapeutiche ottimali per la gestione del paziente affetto da tale patologia. Anche nella pandemia quindi la continuità assistenziale e la cura ottimale dei malati con artrite reumatoide deve essere garantita. Mentre invece si sta assistendo oggi, in alcune realtà, ad una chiusura o ad una limitazione delle attività degli ambulatori.

Solo il 40% dei malati segue le terapie in modo corretto

Lo scenario epidemiologico della patologia è in forte e rapido cambiamento. Ed ancora di più in era COVID l’organizzazione ospedale/territorio per la sua gestione deve cambiare. In particolare, relativamente all’Artrite Reumatoide, il sistema sanitario è sollecitato in maniera importante anche dal punto di vista sociale.

L’organizzazione di una Rete Reumatologica può fornire risposte efficienti, soprattutto in era Covid-19, quando è necessaria una presa in carico territoriale efficiente e capillare. La diagnosi precoce è essenziale anche nel campo dell’AR. Il ritardo diagnostico è la prima causa di complicanze e disabilità. Le visite in telemedicina sono un’opportunità. Ma non potranno sostituire le visite ambulatoriali se non per alcune attività di controllo e monitoraggio. Si dovrà lavorare ad un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato per l’AR che preveda la creazione di corsie preferenziali per i pazienti urgenti o con red flags di esordio o riattivazione di malattia.

Artrite reumatoide: Gi interventi necessari

Posti letto dedicati per pazienti con patologie reumatologiche complesse e gravi dovrebbero essere garantiti (cosa purtroppo non sempre accaduta durante la precedente ondata). Sarebbe anche auspicabile una più equa e rapida accessibilità sul territorio ai farmaci, specie per quelli più pratici, evitando così lo spostamento ed il disagio dei pazienti.

About Noemi Dessì

Ho 21 anni e sono una studentessa di Scienze della Comunicazione. Mi piace ascoltare musica,leggere, guardare film e serie TV.....ma sopratutto scrivere!

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