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Taekwondo

Taekwondo: Angelo Cito rieletto Presidente della Fita

Angelo Cito resta alla guida della Federazione italiana Taekwondo per il secondo mandato consecutivo. Il presidente uscente, in carica dal 2016, ha ricevuto l’82,68% dei voti.

Il presidente uscente, in carica dal 2016, ha ricevuto l’82,68% dei voti battendo la concorrenza di Junho Park, figlio dell’ex presidente della Fita Sun Jae, fermatosi al 17,28% delle preferenze. “Siamo riusciti a fare in tre anni maggiori risultati di quanti se ne fanno in quattro – ha dichiarato Cito dopo l’elezione – Riuscire a portare in Italia eventi di stampo internazionale ci ha collocato ai primi posti dello sport e questo è solo merito nostro. Il risultato più prestigioso è la qualificazione di Vito Dell’Aquila e Antonino Bossolo ai Giochi Olimpici di Tokyo. Ma non solo, perché per la prima volta il parataekwondo è entrato nella storia con la qualificazione dell’Italia per le Paralimpidi giapponesi: è un orgoglio per tutto il movimento.

angelo cito

Siamo una Federazione unita e determinata nel raggiungere gli obiettivi: il programma presentato per il prossimo quadriennio è importante e insieme, con impegno e dedizione, riusciremo nuovamente ad avere grandi soddisfazioni”. Durante l’assemblea è intervenuto anche il presidente del Coni Giovanni Malagò: “Sono giornate complicatissime, in un anno che ci ha messo tutti a dura prova; ha sottolineato il numero uno dello sport italiano. La situazione causata dal Covid si unisce alla realtà della riforma dello sport. Rimaniamo convinti che più di una necessità essa rappresenti un diritto e un dovere, ovvero il rispetto sacro dell’autonomia del mondo dello sport”.

Taekwondo le origini.

Le origini del Taekwondo si fanno risalire a circa 2000 anni fa, quando l’attuale Corea era divisa in tre regni. Il più piccolo di essi, Silla, sviluppò e perfezionò un sistema di difesa e attacco che contribuì molto alle vicende storico militari del regno. Anche negli altri regni si diffusero man mano diversi sistemi di combattimento di cui restano ampie tracce in affreschi e pitture murali rinvenute nelle tombe risalenti ai primi secoli dopo Cristo. Dopo l’unificazione in un solo regno, l’arte del combattimento, che nelle diverse epoche assunse diversi nomi; si evolse e diffuse tra la popolazione, diventando molto popolare tra gli usi e costumi locali e nell’addestramento militare.

Sotto l’occupazione giapponese questa arte subì un momentaneo appannamento per il predominio e l’imposizione della cultura del Giappone; dopo la liberazione le diverse scuole di combattimento ripresero vigore e negli anni cinquanta si unificarono prendendo il nome definitivo di Taekwondo. Il taekwondo divenne Sport Nazionale (fu inserito nei Giochi Nazionali Coreani fin dall’inizio dei ’60) e contemporaneamente iniziò a diffondersi nel mondo; distinguendosi dalle altre discipline per la particolare efficacia, dinamismo e spettacolarità delle sue tecniche di gamba (calci circolari ed in volo, calci multipli).

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Andrea Quartu
Studio Scienze Della Comunicazione. Estremamente sopra le righe e appassionato di moda. Mi piace molto scrivere, ma ho sempre paura di sbagliare le virgole.

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