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lividi sugli oggetti

Lividi sugli oggetti: la molecola che reagisce agli urti

La molecola che crea un livido sugli oggetti quando questi vengono colpiti o deformati

I lividi sono particolari caratteristiche della pelle. Questi si verificano quando il tessuto e il muscolo nonché l’area circostante sono sottoposti ad un trauma. O ancora quando vengono in qualche modo danneggiati da una forza contundente. Si tratta di una caratteristica che potrebbe rivelarsi molto utile negli oggetti. Quando un oggetto subisce un danno simile, infatti, in molti casi bisogna esaminare centimetro per centimetro tutta la superficie. Questo per verificare quali sono i punti di impatto e le zone danneggiate.

Lo spiropirano: la molecola che cambia colore

È il caso, per esempio, dei materiali esterni con i quali sono fatti gli aerei. Se solo le aree davvero colpite potessero cambiare di colore come avviene con la pelle umana e i lividi, sarebbe molto più facile agire con più efficienza e con più velocità.
A questo fine alcuni ricercatori dell’Istituto di Scienza e Tecnologia di Corea (KIST) stanno lavorando. Pensano, infatti, di utilizzare una particolare molecola, lo spiropirano, che cambia colore quando viene stimolata a livello fisico esternamente. Questo cosa causa un cambiamento nella sua stessa struttura chimica.

Quando questa sostanza viene inserita nel cemento o nel silicone, può reagire agli stimoli meccanici esterni. Dunque reagisce alla deformazione o ad un impatto, cambiando il colore nel punto in cui ha subito il danno.
Ma la sensibilità meccanica di questo materiale è sempre risultata troppo bassa per applicazioni pratiche. Il cambiamento di colore avviene solo quando la deformazione è molto forte.

La molecola migliorata dai ricercatori

Il team di ricerca guidato da Jaewoo Kim dell’istituto di materiali compositi avanzati del KIST ha agito proprio su questo. Ha migliorato, in maniera drastica, la sensibilità meccanica di questo materiale. Anzi, l’ha reso così sensibile che ora può essere utilizzato anche su sensori indossabili e sulla pelle artificiale.
Ci sono riusciti aggiungendo al materiale un particolare solvente che migliora la sensibilità. Ciò tramite un processo di “invecchiamento”.

Con questo nuovo processo, hanno in pratica creato un nuovo tipo di spiropirano più sensibile dell’850%. Questo è così sensibile che può cambiare colore con varie tipologie di deformazioni. Tra queste la tensione, la flessione e la compressione.
Ora i ricercatori vogliono dedicarsi a studi più approfonditi per applicare questa tecnologia ad oggetti futuristici. Applicarli, ad esempio, a sensori indossabili e la pelle artificiale.

About Ylenia Iannelli

Nata in Svizzera e cresciuta tra Calabria e Sardegna. Studentessa di Beni Culturali e Spettacolo con indirizzo archeologico, appassionata di lettura e serie tv. Nel tempo libero volontaria presso un'Associazione di Protezione Civile e instancabile partecipante di corsi di apprendimento, dai corsi salvavita ai lavori più disparati.

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