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cultura

AstoryOfSilence: Jele Raus – Mebitek

Serena Pilloni (Aka Jele Raus) e Claudio Melis (Aka Mebitek) di Mogoro, artisti videomaker sardi, hanno pubblicato il loro ultimo lavoro.

AstoryOfSilence è l’ultimo lavoro di Serena Pilloni e Claudio Melis https://www.youtube.com/watch?v=UeEaFuulZ5I. Hanno vinto la call per i videomaker al RAW – Rome Art Week. Questo gli frutta una proiezione al Miami New Media Festival il 20 e il 28 Novembre, al Maker Island che si terrà dal 16 al 18 Ottobre al Museo Archeologico di Olbia e in altre 11 location internazionali, tra cui Francia e Germania.

L’opera è stata creata con un budget assai contenuto e nonostante questo ha ricevuto numerosi riconoscimenti. 

Coinvolti anche artisti e tecnici del luogo che hanno supportato il progetto dal suo principio. Il fulcro dell’opera è il tema della censura. In questo lavoro si è riflettuto sul ruolo della cultura e della censura nella nostra contemporaneità, per lo più in occidente. Infatti, cultura e conoscenza sono sempre più sottostimate e spesso denigrate.

SINOSSI
2045 – Complottisti e i negazionisti sono ascesi al potere, e hanno un piano, efficace, per restarci saldamente: eliminare il pensiero libero individuale eliminando conoscenza e cultura. Nasce così una inizialmente piccola resistenza di intellettuali, artisti, che si batte per non soccombere a questa nuova forma di totalitarismo: è guerra. Si combatte l’ignoranza coi libri e con la violenza, violenza a cui loro stessi sono stati sottoposti, selvaggiamente, arbitrariamente.

E se questo non fosse solo finzione?

AstoryOfSilence  è un lavoro di matrice distopica/horror in cui si è riflettuto sul ruolo della cultura e della censura nella nostra contemporaneità. Una censura che non viene più imposta dall’alto, dai governi, dalle dittature, ma che parte dal basso, dal singolo fruitore. E che pone il proprio veto attraverso le piattaforme dei social media. Queste lasciano completa libertà di giudizio e permettono totale anonimato, essendo esclusivamente votate al ritorno economico. Ci abbandonano così ad una “guerra tra poveri”. Ma se questa totale libertà non fosse poi che uno specchietto per le allodole?

About Nadia Dessì

Nata e cresciuta a Carbonia, dopo il diploma in Ragioneria ho proseguito gli studi presso l'Università di Cagliari, sono Dottoressa in Scienze Politiche e specializzanda in Relazioni Internazionali. Appassionata di politica e di attualità.

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