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Dario La Stella ci racconta Acciaio

Dario La Stella ci racconta Acciaio

Biennale del Teatro
Biennale del Teatro
Dario La Stella ci racconta Acciaio
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Lunedì, 12 Ottobre, 2020 alle ore 21:00 al Teatro Massimo di Cagliari si terrà lo spettacolo denominato ACCIAIO della compagnia Senza Confini Di Pelle.

Senza Confini Di Pelle è un progetto di sperimentazione sul linguaggio delle arti performative nato a Torino nel 2002. Il nucleo di Senza Confini Di Pelle è composto da Dario La Stella e Valentina Solinas. Ogni lavoro è uno studio critico sul mondo contemporaneo attraverso l’elaborazione di contenuti politici ed elementi performativi. La ricerca è focalizzata alla produzione di senso nel fare artistico: ogni opera è un lavoro originale nato da un’idea concettuale.

acciaio dario la stella teatro cagliari coreografia

Attraverso il processo di astrazione di materiali concreti si giunge alla composizione finale. Senza Confini Di Pelle trova la sua massima espressione nello spettacolo dal vivo utilizzando il corpo come elemento centrale della sua ricerca, sintetizzando danza, teatro, video e testo in un unico contenitore performativo.

Senza Confini Di Pelle si muove in contesti molto differenti: festival internazionali di arte performativa, progetti con i cittadini, workshop con le Università, progetti con persone disabili, scambi culturali internazionali, eventi, spettacoli e performance di arte performativa. Nel 2011 la compagnia ha rappresentato lo spettacolo “15 Landscapes” in due teatri a New York City e ha condotto un seminario sulla performance all’università di Washington.

Dall’intervista.

La maggior parte dei sardi ha un amore incondizionato per le tradizioni dell’isola, facciamo di tutto per valorizzare al meglio il nostro territorio. Nel 2008 lei ha fondato il progetto di residenza artistica Reiss Arti Performative. L’ha fatto per valorizzare la sua città natale oppure per dare un’opportunità in più alle persone interessate a sfondare in quest’arte? “Sicuramente quando è nato Reiss le residenze per le arti performative erano veramente poche in Italia. A Torino eravamo l’unica realtà. L’abbiamo fatto un po’ per l’idea di radicamento nella città e un po’ per metterci anche in relazione con l’esterno. In sostanza per valorizzare il luogo ma anche valorizzare lo scambio, l’ospitalità. Penso che quest’ultima sia una delle grandi risorse della Sardegna.

About Andrea Quartu

Studio Scienze Della Comunicazione. Estremamente sopra le righe e appassionato di moda. Mi piace molto scrivere, ma ho sempre paura di sbagliare le virgole.

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