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Chiellini “Chiudere con un grande Europeo, un bel finale”

Dopo l’infortunio a 35 anni, Chiellini vede negli Europei, slittati al 2021, la chance per uscire dalla porta principale

La rottura del crociato, il lungo stop e il ritorno in campo salvo poi dover fare i conti col lockdown. Ora la ripresa, per l’inizio di tour de force dove Giorgio Chiellini potrebbe scrivere il suo ultimo capitolo con la maglia azzurra. In diretta Instagram con Martina Colombari, il capitano della Juventus ammette di aver vissuto “dei mesi strani. All’inizio è stato difficile accettare l’infortunio ma sono contento di averlo avuto a 35 anni, ho una maturità diversa e ho vissuto la riabilitazione bene, è stata una sfida con me stesso”. In futuro “mi piacerebbe fare un percorso nel mondo del calcio, più dirigenziale che di campo. Vivo con serenità che possa finire fra poco, ne sono consapevole e mi sto preparando. Arriverà un momento in cui dovrò riadattarmi ma non mi spaventa, avrò tanto entusiasmo anche per la vita che verrà dopo”.

E potrebbe non mancare tanto. “Il prossimo anno cercherò di capire come sto, come reggono i muscoli e le ginocchia, ci sta che alla fine della prossima stagione possa smettere ma lo vedrò con grande serenità la prossima primavera”, assicura ancora Chiellini. Che vede negli Europei slittati al 2021 la chance per uscire dalla porta principale. “Mi auguro di finire con un grande Europeo, sarebbe una bella soddisfazione – ammette – Spero di arrivarci in ottime condizioni e vivermi questa mia ultima manifestazione internazionale alla grande e fare da guida a una squadra giovane che sta crescendo: ci sono giovani forti e giocare a Roma ci darà carica e anche grande responsabilità. Sarebbe anche una bella fine, la chiusura di un cerchio importante”.

Dopo la pandemia

Siamo tornati a fare quello che ci piace”. Per Giorgio Chiellini non c’è stato solo lo stop per la pandemia (“Sono stato due mesi e mezzo senza vedere la mia famiglia”) ma prima c’era stata anche la rottura del legamento crociato del ginocchio destro che ha tenuto il capitano della Juventus fuori dal campo dal 30 agosto scorso. Ne ha parlato in una diretta Instagram con Martina Colombari: “Ora mi sto riprendendo da qualche acciacco post infortunio. Ho ancora qualche giorno a parte, poi spero di poter dare una mano alla squadra”.

L’infortunio

“All’inizio è stato difficile, accettare un infortunio non è facile, però sono contento di averlo avuto a 35 anni perché hai una maturità diversa. L’ho trovata come una sfida con me stesso, in una carriera è da mettere in preventivo”. E ancora: “Mi fosse capitato dieci anni fa non l’avrei vissuto così. Il primo periodo è una scarica di energia, vai ai 2000 all’ora. I miglioramenti sono impercettibili, cerchi di sforzarti piano piano per vedere una crescita. Leghi con i fisioterapisti, i dottori, il bello dello spogliatoio durante questi momenti”.

La famiglia

“Ho vissuto la riabilitazione molto bene, con grande energia – racconta il capitano bianconero -, dando tanto ma anche godendomi tanti momenti che con la famiglia non avevo mai vissuto: il pranzo della domenica non l’avevo mai fatto in vita mia. Tante piccole cose: mia figlia piccola fa un anno il 20 giugno, mi sono goduto tutti i suoi primi mesi, mentre la grande ha cinque anni e mi ha dato grande energia e affetto, la famiglia mi ha aiutato tanto. Sono stato due mesi e mezzo poi senza vederli, in un momento particolare come quello della pandemia che è stato uno stress test per la nostra testa e le nostre emozioni”.

Dinastie del calcio

E a proposito di famiglia, il discorso è andato sulla famiglia Agnelli: “L’affetto che c’è da una proprietà familiare è un valore aggiunto. Il mondo sta cambiando, adeguandosi ad altri Paesi, ma per noi nostalgici che siamo vissuti con Moratti, Berlusconi, Agnelli vedevamo un amore differente. Se ripenso all’Inter di Moratti, anche se c’era rivalità in campo si percepiva una grande stima per questa persona. Così come il Milan di Berlusconi: non lo nascondo, io ero tifoso rossonero – rivela Chiellini -, e c’era una guerra in famiglia con mio fratello gemello che era della Juve. Quando ho firmato nel 2004 per la Juventus, puoi immaginare la felicità di mio fratello e mio padre”.

Fuori dal campo

Il discorso è scivolato fuori dal campo, dalla sua crescita (“Prima mi arrabbiavo un po’ di più”) alla laurea (“A Torino avevo tanto tempo libero e mi son detto: ‘Ma perché invece di leggere un libro non mi metto a studiare?’”) fino alla difficoltà a restare ad alti livelli: “Serve rimanere coi piedi per terra, soprattutto da giovani. Un’altra cosa difficile sono i tanti momenti di solitudine, perché siamo tanti singoli giocatori all’interno di una squadra – ha detto Chiellini -. Quando le cose non vanno bene, sei solo. In quei momenti, il segreto per rimanere a certi livelli è avere una grande forza dentro. L’altra cosa difficile è mantenere l’equilibrio familiare: quando arrivi a casa sei semplicemente Giorgio, non Chiellini”.

Gli allenatori

Su Guardiola dice: “In questo momento ha qualcosa di diverso dagli altri. In un documentario su di lui, ho visto il suo carisma che lo rende speciale. Per un giocatore, bastano le prime due puntate per capire la sua grandezza. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo, ma da fuori si vede”. E poi Conte: “Il difensore prima di lui era inteso solo dal punto di vista difensivo. Si limitava al passaggio vicino, ai compiti semplici. Con Conte è nata l’idea che il difensore potesse impostare il gioco. È un allenatore top, una persona che mi ha dato tanto in carriera. Nella mia carriera, lui e Allegri sono quelli che ho vissuto di più, e li ho raggiunti in un momento di grande maturità calcistica. Sono loro gli allenatori che più mi hanno cambiato”.

I giocatori

Se Ibrahimovic “è stato l’avversario che mi ha tirato fuori il meglio”, Cristiano Ronaldo “è uno dei calciatori che mi ha segnato di più in carriera, per fortuna ora è un mio compagno. Ci ha dato un grande boost negli ultimi due anni, tirando fuori il meglio da ognuno di noi e dando una spinta importante a tutta la società. È di un altro livello, e giochiamo per lui per farlo rendere al meglio”. E poi Buffon: “Per me è un fratello maggiore. Riesce sempre, nei momenti decisivi, a tirar fuori le parole giuste per cambiare le sorti di una stagione. Ha questo dono, essendo molto passionale per entrati dentro. Con lui ho vissuto tanto in questi anni, tra Juve e Nazionale. È una persona splendida, che mi ha insegnato tanto”.

Ritiro vicino?

“Il prossimo anno cercherò di capire come sto”, anticipa Chiellini. “Vedrò come starò, ci sta che alla fine del prossimo anno potrò smettere. Mi piacerebbe fare un percorso nel mondo del calcio perché è la mia vita. Finire con un grande Europeo sarebbe l’ideale. Spero di arrivarci in ottime condizioni per viverlo alla grande”.

About Naika

Studio beni culturali e spettacolo, nata e cresciuta in Sardegna ma attualmente abito a Roma. Le mie più grandi passioni sono la recitazione, la musica e gli animali. Mi piace tanto viaggiare, vedere e imparare cose nuove.

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