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I parroci, da Nord a Sud chiedono la riapertura delle chiese

L’Agi ( Agenzia Giornalistica Italia), ha raccolto  testimonianze dei sacerdoti da varie parti d’Italia

 

Da Nord a Sud, i parroci chiedono la riapertura delle chiese e la possibilità di celebrare la messa, ovviamente con tutte le precauzioni del caso.  

L’Agi ( Agenzia Giornalistica Italia), ha raccolto diverse testimonianze di parroci da varie parti d’Italia e quasi tutti hanno espresso rammarico per la decisione comunicata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il punto di vista dei parroci

“Ho sempre lasciato la chiesa aperta, qualcuno viene per una preghiera al mattino altri nel pomeriggio- sottolinea padre Giacomo, parroco della Parrocchia di Cristo Re Bolzano-, è tutto fermo la vita della nostra comunità, ma anche gli incontri con gli anziani e i giovani”.

Se potesse parlare ora col presidente del Consiglio gli direbbe che volentieri farebbe gli “straordinari” pur di celebrare di nuovo messa con i fedeli don Giacomo Martino, parroco di San Tommaso, nel quartiere genovese di Oregina.

Tra i parroci: Don Ferretti non si allinea con la posizione della Cei

Ma non tutti i parroci sono allineati con la posizione della Cei ( Conferenza Episcopale Italiana). Ad esempio Don Giovanni Ferretti, canonico della Chiesa di San Lorenzo a Torino.

“Libertà di culto non è libertà di infettare la gente- afferma Don Ferretti-, la nota della Conferenza Episcopale mi ha profondamente amareggiato, come cittadino, come cattolico e come prete, mi pare un errore politico e pastorale”. 

“Credo che oggettivamente sia possibile celebrare la messa in sicurezza, come si fa la coda al supermercato sarebbe sufficiente mantenere la distanza, asserisce Don Leonardo Salutati, parroco dell’antica chiesa di San Marco Vecchio a Firenze“.

Sulla stessa linea anche il parroco della Chiesa di Sant’Agnese in Pescaiola, don Severino: “Ripartiamo in estrema sicurezza. I nostri cristiani hanno bisogno delle messe, la fede ha il suo valore. Andare a messa è sinonimo di speranza in questa lotta contro il virus”.

“La libertà di culto è sancita dalla Costituzione- chiarisce Don Giulio Madeddu, parroco della chiesa di Santo Stefano a Quartu Sant’Elena (Cagliari)– , pertanto non si chiedono situazioni privilegiate, ma che sia assicurata una situazione paritaria a quella dei centri commerciali, rispettando i criteri di igiene già previsti in condizioni analoghe”.

Don Tommaso Mazzei, parroco di “Santa Caterina” per la Diocesi di Crotone Santa Severina, suggerisce l’idea di celebrare messa all’aperto.

Don Davide Milani, prevosto nella storica basilica di San Nicolò di Lecco dichiara: “L’Italia ripartirà se prima si rianima lo spirito degli italiani. Per questo da parroco chiedo che con tutti i rigidi dispositivi di sicurezza  che siamo pronti ad adottare le Chiese riaprano”.

About Isabella Murgia

Isabella Murgia nata a Sassari, ma vivo a Cagliari dalla quinta elementare. Diploma di Liceo scientifico, laurea triennale in filosofia. Passione per il giornalismo e l'informazione.

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