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Nuovo singolo e videoclip dei Banda Beni

Grazias a Deus, nuovo singolo e videoclip dei Banda Beni. Anteprima su Videolina, lunedì 23 dicembre.

Una canzone stupenda, un inno di ringraziamento a Dio. Perché i Banda Beni sono anche questo. Sulla musica di Carlo Vespa, le parole di Mario Biggio, in arte Ziu Lilliccu, sono poesia e immagini che scaldano il cuore. Nasce così anche il videoclip, il primo dopo oltre trent’anni.

Il regista Daniele De Muro realizza un piccolo capolavoro: i Banda Beni raccontano, attraverso il testo della canzone, la semplicità di una giornata speciale tra amici, risate e una pizza, rivolgendosi al giovane protagonista (Jaime Porru) come a un figlio che riceve in dono la chitarra, metafora della bicicletta, che dovrà imparare a suonare per seguire la sua strada.

Il video verrà trasmesso in anteprima assoluta, lunedì 23 dicembre durante Officine Lapola su Videolina, alle 21.00 e, dal 25 dicembre, sarà disponibile su YouTube.

Gli arrangiamenti sono dei Banda Beni, sotto la supervisione di Filippo Vespa. Il brano è edito da La Strega Records di Marcello Mazzella e Marco Biggio. 

 

Biografia dei Banda Beni:

Nel 1976 Rama Sound, storica emittente radiofonica cagliaritana, ospita il programma Nobody Nosus in cui si affacciano due personaggi: Nicola il Ciabattino e il Professor Cruculeus interpretati da Mario Biggio. E’ qui che Marcello Mazzella, all’epoca comproprietario della radio e della nascente etichetta discografica La Strega, sente per la prima volta Sa ballara de Ziu Lilliccu, primo titolo del pezzo. Scritto da Mario viene suonato regolarmente da Gli Squali 71 insieme a Carlo e Filippo Vespa. Descrive molto bene lo stato d’animo dei contadini: “Nosus poburus in sa vida trabballaus e no naraus mancu bah!”. Un brano sicuramente originale per l’epoca, con l’inusuale inciso che finisce con “Oh yeah”.

MARCELLO: Ero alla ricerca di autori per un gruppo comico-musicale. Fu Antonello Severino, mio socio a Rama Sound, a presentarmi Mario e i fratelli Vespa. Durante il provino li trovai talmente bravi che alla fine pensai che potessero costituire loro stessi un gruppo.

MARIO: Ricordo che fu Piergiorgio Della Pina (altro socio di Rama Sound e nostro carissimo amico), durante il nostro programma in radio, a dirmi che Marcello mi aspettava negli studi de La Strega. Ero pieno di entusiasmo ma anche con un po’ di paura di sbagliare. Marcello mi ha messo subito a mio agio e nel giro di poco tempo siamo passati alla scelta del nome del gruppo. Il mio elenco era lungo, ma alla fine ne rimasero solo due: Banda mali e Banda Beni. Chiesi a Marcello di scegliere lui. Mi guardò, sorrise e mi disse: “Ma Mario, perché dovrebbe andare male?”

Quel giorno nascono i Banda Beni e subito il primo ’45 giri: Ziu LilliccuMamma tua.

Era il 1977. Nell’azienda agricola del padre di un amico di Mario giriamo quello che riteniamo essere uno dei primi videoclip realizzati in Sardegna e probabilmente in Italia. Il filmato in bianco e nero, sulle note di Ziu Lilliccu, andò in onda sulla giovane Videolina negli intervalli della programmazione.

MARCELLO: Mi sono subito reso conto di avere di fronte non solo degli ottimi compositori e musicisti, ma anche dei cabarettisti d’eccezione.

Quasi per gioco la nostra prima serata: il 3 luglio 1978 a S. Isidoro. Avevamo solo due chitarre e pochi pezzi. Qui conosciamo Giorgio Ghiglieri che diventerà il nostro fonico.

GIORGIO: E’ stato un po’ un caso. Lavoravo con il service della serata e ancora non li conoscevo. Lì per lì pensai: “E questi chi sono? Però… simpatici!” Successivamente, dato che ero il fonico de La Strega, Marcello e gli altri mi chiesero se volevo lavorare con loro per il primo album.

A settembre del 1978 siamo ospiti del Cantagiro: Stadio S. Elia, davanti a 10.000 persone presentiamo una versione ancora provvisoria di Deu che sarebbe uscita sul nostro secondo ’45 giri… più conosciuta come “Bella Calasetta”.

FILIPPO: Quando la canzone dice “noi ci salutiamo tra la folla”, mi è venuta l’idea di togliermi le scarpe e salutare la folla presente con le dita dei piedi. La cosa suscitò un’ilarità mostruosa, insospettabile… per cui l’ho ripetuto anche in altre occasioni!!!

Ricordiamo bene i nostri due primi spettacoli nelle piazze di Sarroch il 16 settembre 1978, e di Quartucciu il 18 settembre. In queste due date abbiamo suonato alcuni pezzi contenuti nel primo LP: Banda Beni. Per la copertina ci siamo ispirati all’album bianco dei Beatles e l’abbiamo fatto uscire nero, con il nostro logo in bianco. Lilliccu Cherchi, il figlio Felicetto Lecca e il compare Sebastiano Todde. Questa la formazione originaria! Il nostro primo LP contiene, oltre a Ziu Lilliccu e Deu, altri nove pezzi: dal rock di Di ‘e trippa e Simeone Locci al melodico di Ninna Nanna, musicata da Filippo e dedicata da Mario al figlio… di cui si possono sentire i primi vagiti. Gavino Tanduli, ballata che racconta la bizzarra storia dell’omonimo bandito, la coinvolgente e sempreverde Mamma Tua, Ariseu che ha reso protagonista la piazza di Samugheo e Su Vicariu la storia di un curato che oltre ai tanti impegni pastorali deve occuparsi dei problemi della sorella: “Ho i fedelli, ho la mia gente e tengu puru ‘na sorri de coiai”.

GIORGIO: Questo primo disco è stata una bella esperienza perché avevo dei musicisti tecnicamente molto preparati. Considerando l’enorme quantità di voci e strumenti registrati in sole quattro tracce (all’epoca c’era solo quello), forse alla fine del lavoro ci siamo sentiti i Beatles in sedicesimi pensando a Sgt. Pepper’s!

Una curiosità riguarda Nobari Nosus. Avevamo preparato un arrangiamento essenzialmente acustico (chitarre, viola e cassa della batteria, un po’ come Two of Us dei Beatles), che prevedeva l’ingresso del basso solo nell’inciso caratterizzato dal cambiamento di tempo. Marcello chiese di fare una seconda versione con una cassa in battere perché potesse essere ballabile. Ci siamo messi perciò a studiare un arrangiamento alternativo, con il debutto del sythesizer: il pezzo è stato gradito da Marcello, e così abbiamo inserito nel disco ambedue le versioni. Ciascuno di noi aveva i Beatles nel sangue, ma anche i Queen, i Beach Boys e altri gruppi. Per questo ci siamo divertiti a cantarli… a modo nostro!!! Il segreto delle nostre parodie sta nel fatto che le abbiamo costruite tentando di riprodurre, in un dialetto sardo un po’ “imbastardito”, la musicalità delle parole.

In questo periodo realizziamo tutta una serie di video clip per la TV, firmati da Giorgio Ghiglieri, per la cui realizzazione occorrevano intere giornate di lavoro. Vere e proprie perle oggi diventate introvabili.

CARLO: Particolarmente riusciti erano Gavino Tanduli con tanto di funerale del bandito fra le strade di Castello e Nobari Nosus con arrivo della “cabillac” (per l’occasione la mia 850 verde) al parcheggio delle macchine che venivano dai paesi, che all’epoca era nel Corso Vittorio Emanuele fronte CIS (ora ERSU) e gran bevuta di birre al bar svizzero nel Largo Carlo Felice.

About Mattia Tatti

Mattia Tatti
Nasce a Cagliari nel 1995. Dopo aver conseguito la maturità nel 2015, comincia a studiare presso la facoltà di Beni Culturali e Spettacolo di Cagliari, intraprendendo l'indirizzo in Spettacolo. Appassionato di cinema e fotografia;

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