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Giuseppe Faedda – “Tre piccole bottiglie di birra”

Giuseppe Faedda – “Tre piccole bottiglie di birra”

Librando:  Giuseppe Faedda ci parla del suo libro “Tre piccole bottiglie di birra” pubblicato con la casa Editrice La Riflessione.

Tre piccole bottiglie di birra” è un romanzo di “ombre”. Le vite dei protagonisti scorrono apparentemente senza alcun legame; in realtà non sono uniti solo da tragici eventi, ma anche dalla loro condizione interiore. Tutti, chi per un verso, chi per un altro, hanno “chiazze di tenebra in anime terse”.

Nando Marcis, primo personaggio che incontriamo durante la lettura, è un padre single frustrato, costretto a lavorare per una società che odia. Tradito dalla moglie, si è occupato della sua unica ragione di vita: suo figlio Giuseppe, grazie all’aiuto di un’anziana vicina di casa.

L’abbandono della moglie, la frustrazione accumulata nel corso degli anni, la morte della vicina, hanno inevitabilmente corroso la sua anima, portandolo a provare un necessario senso di rivalsa verso il prossimo. A seguito di ripetuti atti vandalici perpetuati ai danni della sua macchina, seconda ragione di vita dell’uomo, Nando deciderà di compiere un gesto che porterà alla sua rovina.

Come nell’uomo, anche nella mente di Maria, sua moglie, sono presenti le “ombre”, che l’hanno spinta a tradire ripetutamente il marito e che hanno segnato inevitabilmente il suo destino. Vi è poi Silvio Cabras, l’Esteta. Serial Killer per caso, Silvio è il personaggio intorno al quale gravitano inconsapevolmente tutti i personaggi, l’ombra delle ombre.

Nessuno di coloro che entra in contatto con lui conosce la sua “vera” identità, ma il suo personaggio, direttamente o indirettamente, agisce su tutti i protagonisti, innescando un meccanismo a catena che si ritorcerà contro lui stesso.  Una figura che si oppone ideologicamente al signor Cabras, è il commissario Grigus, incaricato di arrestare il serial killer.

Sebbene Grigus si contrapponga all’Esteta, in realtà anche la sua anima è ricca di ombre, pur se non appartenenti a quelle del genere perverso di Silvio. Infatti, il commissario afferma di aver visto troppo male per esserne immune, per avere una visione incantata della vita. Se da una parte non vede l’ora di acciuffare l’assassino, dall’altra è consapevole della difficoltà del compito, e sfoga la sua frustrazione e rabbia repressa abusando del suo potere di poliziotto.

“Ancora. Ancora una volta quello stramaledetto incubo. Si ripeteva con costanza da tanto tempo. Ogni volta diverso da quello precedente. Ma le bare bianche c’erano sempre. Non mancavano mai“.

L’autore

Giuseppe Faedda nasce a Milano nel 1969. In Sardegna dall’età di undici anni, ora vive a San Sperate. Dopo aver conseguito la Laurea in Scienze Naturali e dopo numerose esperienze lavorative, attualmente è dipendente di un call center. Il mare e la lettura sono le sue grandi passioni. Questa è la sua prima esperienza letteraria.

About Letizia Gusai

Appassionata di lettura e scrittura, sta terminando il suo percorso di studi in Beni Culturali e Spettacolo. Adora viaggiare e guardare film.