Unica Radio Skill Alexa
necropoli di tuvixeddu

L’importanza della necropoli di Tuvixeddu

Tuvixeddu è la più grande necropoli fenicio-punica. Si estende all’interno della città di Cagliari, su tutto il colle omonimo

Il nome tuvixeddu significa “colle dei piccoli fori”. Deriva dal termine sardo tuvu che sta per “cavità“, dovuto proprio alla presenza delle numerose tombe a pozzo scavate nella roccia calcarea.

Grazie alle numerose indagini condotte, è stato possibile documentare una continua frequentazione dell’aria di Tuvixeddu dalla preistoria fino ad oggi. Le numerose testimonianze sono: sepolture e corredi funebri, pitture parietali (di matrice nord-africana), letteratura e aneddoti popolari.

Tuvixeddu è una necropoli fenicio-punica, la più vasta di tutto il bacino del Mediterraneo. Si sviluppa tra il VI e il III secolo a.C., Le sepolture, prevalentemente ‘a pozzo’ e con profondità variabile tra gli 8 e i 3 m, erano destinate a ospitare i defunti inumati. Le camere funerarie erano decorate con elementi decorativi floreali, ma anche serpenti urei, gorgoni e motivi geometrici.

Le tombe più importanti e la storia

Le tombe puniche di particolare interesse sono: la Tomba dell’Ureo e la Tomba del Combattente, decorate con palme e maschere tuttora ben conservate. La tomba dell’Ureo è un raro esempio di ipogeo punico dipinto decorato, nell’arte dell’ocra rossa, con palmette, maschere gorgoniche e il cobra sacro della religione egizia, noto come serpente Ureo. Anche nella Tomba del Sid, la rappresentazione pittorica trova significative corrispondenze con l’omonima divinità sardo-punica venerata nel Tempio di Antas. Nei secoli moderni, il colle di Tuvixeddu non venne mai valorizzato perchè l’area fu utilizzata per scopi lavorativi e abitativi. A causa dei lavori di cava molte tombe andarono perdute e allo stesso tempo ne vennero scoperte di nuove. Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale le grotte vennero usate dagli abitanti della zona come rifugi antiaerei.

La grotta della vipera

La Grotta della Vipera è un ipogeo funerario, del II secolo, che si trova nel Viale Sant’Avendrace. Venne costruito dal romano Lucio Cassio Filippo in onore di sua moglie, la matrona Atilia Pomptilla. La tomba è decorata all’esterno da una facciata con due colonne. C’è un fronton composto da un pronao e due camere funerarie. In base alle iscrizioni metriche latine e greche incise sulle pareti del pronao (CIL X 7563-7578, oggi scarsamente leggibili o distrutte), si può ricostruire la vicenda dei due coniugi, esiliati in Sardegna. Atilia sarebbe morta dopo aver offerto in voto agli dei la propria vita in cambio di quella dell’amato. Nella decorazione del frontone, accanto ai girali fioriti che simboleggiano la iuno di Atilia, si possono notare due serpenti, simbolo del genius di Cassio Filippo: ecco perchè il nome popolare di Grotta della Vipera.

Passaggi d'autore

About Ilaria Furia

Ilaria Furia
Dopo aver conseguito il diploma di Lingue straniere, ho frequentato un corso triennale universitario per approfondire le conoscenze linguistiche e traduttive moderne. Seguo il corso per la laurea magistrale sulla specialistica della traduzione, con numerosi corsi di informatica per la traduzione. Parlo abbastanza bene l'inglese e il francese e fluentemente lo spagnolo. Sono una persona socievole, dinamica, con buone doti comunicative e ottime competenze relazionali.

Controlla anche

ResidenzaResistenza

Fondazione MACC e Teatro Stabile della Sardegna

Nasce una nuova collaborazione culturale tra la Fondazione MACC e il Teatro Stabile della Sardegna, …