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diritti delle donne

I diritti delle donne e i centri antiviolenza

I dati sulle risorse e l’attuazione del Piano antiviolenza 2017-2020 evidenziano che solo il 10% dei fondi 2019, nonostante la pandemia, sono arrivati ai Cav. ActionAid

I centri antiviolenza e le case rifugio durante la pandemia sono gli unici spazi che hanno continuato a funzionare. Solo l’enorme impegno messo in campo dai CAV, ha garantito alle donne che subiscono violenza di essere supportate. Durante il primo lockdown, tra marzo e giugno 2020 è più che raddoppiato rispetto al 2019 con 15.280 richieste. In aggiunta, i Centri sono stati costretti a turni di lavoro estenuanti. Questo a fronte di ritardi e della mancanza di procedure standard delle istituzioniDalla scarsità di mascherine e guanti, all’impossibilità di accedere ai tamponi. Nonostante la circolare inviata a marzo 2020 dal Ministero dell’Interno alle Prefetture per rendere disponibili alloggi alternativi, i centri sono stati costretti a ricorrere a bed&breakfast o appartamenti di privati.

Il sistema antiviolenza in Italia

È quanto denuncia il nuovo rapporto di ActionAidTra retorica e realtà. Dati e proposte sul sistema antiviolenza in Italia”, che monitora i fondi statali previsti dalla legge 119/2013 (la legge sul femminicidio). Tutto questo insieme all’attuazione del Piano antiviolenza 2017-2020. Il rapporto 2020, inoltre, si è focalizzato sulla risposta all’emergenza Covid19 in Lombardia, Calabria e Sicilia, mettendo in evidenza i ritardi ormai storici dell’erogazione dei fondi dallo Stato alle Regioni,. Ritardi che la pandemia ha reso ancora più gravi mostrando le enormi difficoltà gestionali, economiche e di coordinamento del sistema di protezione nelle tre regioni. Difficoltà dal forte impatto sulla vita delle donne che si sarebbero potute evitare, soprattutto se i piani nazionali contro la violenza fossero stati regolarmente realizzati dal 2014 ad oggi.

I fondi antiviolenza

“Oggi è necessario istituire un Fondo di emergenza con risorse aggiuntive e prontamente disponibili; senza si rischia di negare alle donne una concreta via d’uscita alla violenza” spiega Elisa Visconti, Responsabile dei Programmi di ActionAid.

In tempi Covid, per rispondere ai nuovi bisogni delle strutture di accoglienza, la Ministra per le Pari Opportunità il 2 aprile 2020 ha firmato un decreto di procedura accelerata per il trasferimento delle risorse per il 2019. Questo prevedeva la possibilità di usare i fondi destinati al Piano antiviolenza per coprire le spese dell’emergenza sanitaria. Nonostante l’urgenza, a distanza di 6 mesi dall’incasso delle risorse, solo 5 Regioni hanno erogato i fondi: Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Molise e Veneto. Nel dettaglio le risorse liquidate per l’annualità 2019 sono pari all’10%. Ad oggi nessun Decreto è stato emanato dal DPO per i fondi antiviolenza 2020.

Il nuovo piano Nazionale Antiviolenza

Siamo alla vigilia dell’elaborazione del nuovo Piano Nazionale, ma l’analisi della attuazione del Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, rivela la sua incompletezza e il mancato rispetto della promessa trasparenza dei processi. Le risorse effettivamente impegnate sono insufficienti per coprire le azioni programmate.

Fin dai primi giorni della pandemia ActionAid ha mappato criticità e esigenze. A marzo scorso abbiamo creato il fondo di pronto intervento #closed4women. Sono stati 24 i Centri in tutta Italia che in tempi rapidi hanno potuto acquistare dispositivi sanitari (mascherine, disinfettante, guanti). Sono state 189 le donne​ coinvolte. Oggi ActionAid rilancia il Fondo di emergenza con un nuovo finanziamento per supportare i Cav in questa seconda fase della pandemia.

Passaggi d'autore

About Ilaria Furia

Ilaria Furia
Dopo aver conseguito il diploma di Lingue straniere, ho frequentato un corso triennale universitario per approfondire le conoscenze linguistiche e traduttive moderne. Seguo il corso per la laurea magistrale sulla specialistica della traduzione, con numerosi corsi di informatica per la traduzione. Parlo abbastanza bene l'inglese e il francese e fluentemente lo spagnolo. Sono una persona socievole, dinamica, con buone doti comunicative e ottime competenze relazionali.

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