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Teatro del Segno: “Sconfiggere i Ladri di Speranze”

Teatro del Segno: “Sconfiggere i Ladri di Speranze”

“La nonna che mangiò il lupo” in programma al Teatro Massimo di Cagliari

“Sconfiggere i Ladri di Speranze, ovvero la Nonna che mangiò il lupo” è il titolo emblematico dello spettacolo scritto e diretto da Stefano Ledda

Teatro del Segno, spettacolo “sospeso”: “Sconfiggere i Ladri di Speranze” a informare e sensibilizzare il pubblico, a partire dai diretti interessati, sul fenomeno sempre più diffuso delle truffe agli anziani. La pièce originale mostra le raffinate tecniche di “seduzione” e i meccanismi psicologici abilmente sfruttati dai criminali. I quali approfittano dell’ingenuità e della gentilezza per ingannare e derubare le loro vittime.

“Sospeso” e rimandato a data da definire l’ultimo appuntamento del tour nei teatri dei diversi quartieri del capoluogo della pièce. In programma Domani alle 19 al Teatro Massimo di Cagliari nello storico rione di Stampace. Con l’obiettivo di offrire attraverso la potenza espressiva e comunicativa del teatro gli strumenti per difendersi da una delle insidie della società moderna.

I risvolti emotivi 

Focus sui «risvolti emotivi» e sugli effetti collaterali del delitto, come sottolinea l’attore e regista Stefano Ledda, anche protagonista sulla scena insieme con Elio Turno Arthemalle. «Mi interessava indagare lo stato d’animo delle vittime di un raggiro, il senso di delusione e di sconforto, il rammarico per il tradimento della fiducia, ma anche la coscienza della propria vulnerabilità» – spiega l’autore e regista -. «Nello scrivere il testo ho voluto mettere l’accento sugli aspetti forse meno considerati, come l’impatto sulla psiche delle persone.

Il sopraggiungere della vergogna per essere stati truffati si sovrappone alla paura che gli altri pensino che tu non sia più capace di badare a te stesso. Il rischio è incominciare a vedere l’esterno come un pericolo e dunque chiudersi ancora di più in se stessi. In una vita spesso già segnata dalla solitudine, perché la società tende a emarginare gli anziani, questo acuirsi dell’isolamento può spalancare il baratro della depressione».

La truffa agli anziani 

Coloro che mettono in atto una truffa non si preoccupano delle conseguenze. Ma come sottolinea Stefano Ledda, una truffa può incidere in maniera drammatica nell’esistenza e stravolgere le abitudini, specialmente «per persone di generazioni votate alla relazione. “Sconfiggere i Ladri di Speranze, ovvero la Nonna che mangiò il lupo” mette in luce come gli anziani abbiano un forte desiderio di mettersi in relazione e comunicare con gli altri. La diffidenza che deriva dall’aver subito un raggiro rappresenta una barriera, un muro invisibile che li induce a ritrarsi.

«Nello spettacolo del Teatro del Segno ridisegno una mappa della città in base al pericolo, in un progressivo avvicinamento. Tra le varie truffe descritte nella pièce – prosegue il regista – «ce n’è una particolarmente odiosa, ai danni di chi abbia già subito un furto. Costui (o costei) riceve una telefonata da parte di un sedicente “maresciallo”, in cui si annuncia la visita di qualcuno incaricato di mostrargli le foto degli oggetti rubati. La truffa fa leva proprio sulla speranza, sull’illusione di recuperare qualcosa, per il valore economico o magari soltanto per il suo valore affettivo. 


I truffatori

L’attività dei truffatori non si è interrotta neppure in tempo di pandemia – son invece sorte nuove variazioni sul tema. Come ad esempio i falsi test e tamponi somministrati a domicilio e mai processati, i cui risultati non sono mai pervenuti agli interessati . L’idea dello spettacolo nasce da una richiesta dell’associazione Passaparola che «paradossalmente ma non troppo ha scelto di affidarsi a degli artisti

Teatro del Segno: “Sconfiggere i Ladri di Speranze, ovvero la Nonna che mangiò il lupo” privilegia la chiave dell’ironia, per sdrammatizzare senza però minimizzare la gravità del delitto. Mettendo in luce i lati grotteschi della realtà per cercare – con il coinvolgimento del pubblico – le strategie migliori per difendersi da questi professionisti del crimine. Per contrastare un fenomeno sempre più diffuso e limitare i danni, si possono adottare degli accorgimenti. Anche se è evidente come in una società che ha consegnato i propri dati personali e “sensibili” al web è diventato fin troppo facile.

La mente criminale 

Il mistero di come funzioni una mente criminale rimane da un lato instrumentum delicti dall’altro elemento di vulnerabilità. Al di là di tutto truffare il prossimo è un vero e proprio “lavoro” che implica impegno e fatica, anche se ovviamente esistono delle formule e delle tecniche già collaudate.

Un “mestiere” difficile e pericoloso, punito inoltre con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. La differenza fondamentale sta nella finalità: nel teatro etica ed estetica si fondono, il gioco delle maschere avviene con la consapevolezza e la volontaria complicità del pubblico. I professionisti della truffa invece fanno leva sulle debolezze umane per trarne profitto – agendo sempre con dolo.

La nonna mangiò il lupo 

“Sconfiggere i Ladri di Speranze, ovvero la Nonna che mangiò il lupo” mostra attraverso l’arte della rappresentazione. Il tutto con una serie di esempi tratti dalla vita, dalle cronache e dalle testimonianze delle vittime, in un gioco meta-teatrale in equilibrio tra amarezza e ironia.

“Sconfiggere i Ladri di Speranze, ovvero la Nonna che mangiò il lupo” – nuova produzione del Teatro del Segno e del Teatro Impossibile, con drammaturgia e regia di Stefano Ledda – nasce nell’ambito del progetto voluto e finanziato dall’Assessorato delle Politiche Sociali. 

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About Francesca Dessì

Francesca Dessì
Ho 23 anni e una grande voglia di mettermi in gioco

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