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Gli studenti universitari di Cagliari protestano fuori dal cantiere di Viale La Playa

Studenti universitari fuori sede: prosegue la mobilitazione

Nuova iniziativa a sostegno degli idonei non beneficiari degli studentati cagliaritani. Ancora nessuna risposta da parte di Ersu e Regione

Continua la protesta degli studenti fuori sede dell’Università di Cagliari. A causa di alcune decisioni da parte dell’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario, tra tutte quella di rendere singole le stanze doppie delle Case dello Studente, un gran numero di studenti sono risultati esclusi dalle assegnazioni dei posti alloggio. Ne conseguono grossi disagi per chi deve seguire le lezioni in presenza. 

Il resoconto della mattinata di protesta degli studenti fuori sede

Nonostante si fosse concordata la data del 23 ottobre per un incontro con il direttore e i dirigenti per discutere di questi problemi e fare chiarezza, questi non si sono presentati di persona. 

La protesta si è quindi spostata nel cantiere del campus di Viale La Playa, altro punto caldo delle rivendicazioni, nei pressi del quale si è svolta una prima assemblea. Assemblea che si è poi spostata in Piazza del Carmine dove, dopo aver fatto il punto della situazione, si sono stabiliti i piani per le azioni future.

Assemblea degli Studenti Universitari di Cagliari in Piazza del Carmine

Iniziativa social per promuovere la protesta

Gli studenti hanno deciso a tal proposito di realizzare una campagna nei vari social per sensibilizzare sulla questione e diffondere il più possibile le ragioni di quelli che oggi sono studenti, ma domani saranno lavoratori. E, soprattutto, per le nuove generazioni che entreranno a far parte dell’Università di Cagliari. Per partecipare alla campagna basta farsi una foto con un foglio con su scritto un hashtag #ersubogasudinai e #lacasaèundiritto, pubblicarla sui social con una breve descrizione, gli hashtag e il link del gruppo matricole https://t.me/joinchat/DeI62xen0NZZ1c3HPwg6BQ nel quale si decideranno le prossime azioni.

I progressi degli ultimi mesi

Con l’impegno dei mesi scorsi e in un contesto di poca visibilità e sostegno generale, gli studenti hanno ottenuto importanti riconquiste. Prima fra tutte, la riapertura delle case dello studente ai fuori sede che non erano potuti rientrare in tempo nei propri alloggi universitari durante il lockdown della primavera scorsa. In seguito, la riapertura delle cucine delle case dello studente e quella, seppur a regime parziale, delle mense universitarie. Questi risultati sono stati ottenuti grazie a numerosi sit-in, in piena sessione esami estivi. A questi si sono aggiunte l’occupazione della hall della Casa di via Trentino e della mensa sottostante. In tali occasioni si è avuto modo di confrontarsi con i dirigenti Ersu, i quali però continuano a non dare indicazioni chiare e soddisfacenti.

È importante sottolineare come questo periodo di pandemia sarebbe potuto rivelarsi un anno zero, un’occasione per ripensare dalla base la struttura dell’Ente. Sarebbe potuto nascere un dialogo per migliorare la sua amministrazione economica e gestionale, per poter ripartire con nuovi progetti condivisi e sostenibili. Purtroppo, specie riguardo quest’ultimo punto, ci si deve scontrare con una realtà regionale in palese difficoltà.

I punti in sospeso

Rimangono ancora numerose le questioni irrisolte. Tra le più importanti, gli indennizzi per il periodo del lockdown primaverile, le condizioni igieniche di camere e bagni, il ripristino integrale del servizio mensa, indicazioni per il futuro immediato (specie in vista di un possibile nuovo periodo di chiusura) e la richiesta di maggiore trasparenza da parte dell’Ente. Questioni nell’immediato che vanno a sommarsi alle annose controversie legate alle strutture non disponibili per i fuori sede. Ricordiamo infatti le diatribe sulle Case di via Montesanto e di via Roma, e i problemi strutturali delle case attualmente disponibili.

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Nicola Fois
Studente di Comunicazione. Appassionato di lingue, sport, musica e di tutta la letteratura riguardante questi temi

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