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Alessio Moro

Professori universitari scrivono su un giornale americano

Cambiamento economico dei singoli settori e processo di crescita globale

Professori dell’ università di Cagliari scrivono  un articolo su un giornale americano. Può il cambiamento relativo dei singoli settori  incidere sul processo di crescita di un Paese? Se lo chiedono Alessio Moro e Miguel Leon-Ledesma, nell’articolo pubblicato nel prestigioso “American Economic Journal. L’articolo è inserito tra gli highlights di ricerca dell’associazione di ricercatori che pubblica la rivista scientifica.

La seconda metà del XX secolo ha registrato scoperte rivoluzionarie, come il pc e Internet. Tuttavia, quel progresso, è stato accompagnato da un rallentamento della crescita. Un apparente paradosso che lascia perplessi gli economisti, ma che può essere spiegato dal modello di Moro e Leon-Ledesma. «Il tasso di crescita del PIL è importante per l’economia, ma è un indicatore che da solo non ha grande importanza», spiega il professor Moro.

I cambiamenti strutturali, secondo i Professori, determinano uno spostamento dei lavoratori da un settore all’altro dell’economia. In particolare, da quelli che producono beni a quelli che forniscono servizi. Storicamente anche i più abili artigiani sono stati sostituiti recentemente da un robot.

L’economista William Baumol

Rifacendosi alle teorie dell’economista William Baumol, i due Professori osservano la crescita della produttività. Quest’ultima risulta molto più alta nel settore manifatturiero rispetto a quello dei servizi. L’esempio di Baumol è quello di un’orchestra sinfonica, che ha oggi la stessa produttività di una che suonava anni fa. Per produttività si intende la quantità di prodotto ottenuta (un concerto) divisa per gli input produttivi utilizzati per ottenerla. Dato invece il rapido progresso tecnologico nella produzione di automobili e altri prodotti, i servizi diventano nel tempo sempre più costosi rispetto ai beni.

Durante il processo di crescita, inoltre, i consumatori desiderano spendere una frazione sempre maggiore del reddito in servizi. Il risultato è che, man mano che le economie crescono e diventano più ricche, mostrano anche un cambiamento strutturale. A causa del quale si produce meno manifattura e più servizi, che finisce per rallentare il tasso di crescita complessivo dell’economia.

Le implicazioni macroeconomiche

Il principale contributo di Leon-Ledesma e Moro è quello di mostrare che oltre al rallentamento, il cambiamento strutturale ha altre implicazioni macroeconomiche. In particolare, la transizione da un’economia manifatturiera ad una più orientata sui servizi, induce un calo del tasso di interesse. Intuitivamente, quando la crescita rallenta per i motivi descritti sopra, il sistema economico ha una minore capacità di pagare alti tassi di interesse sul capitale investito. Allo stesso tempo, più bassi tassi di interesse stimolano gli investimenti. In questo modo, i Paesi con un settore dei servizi più grande mostrano tassi di investimento reale più elevati.

L’articolo scientifico potrebbe essere una base di crescita anche per le strutture universitarie.

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Francesca Dessì
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