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Assopetroli: il presidente Rossetti respinge il piano dei gestori

Assopetroli: no al ddl Vallascas, il settore condivida un piano di razionalizzazione.Lettera di Rossetti, no a soluzioni irrealizzabili

 

No a soluzioni velleitarie e irrealizzabili, sì a un piano condiviso da tutta la filiera, mentre alle istituzioni spetta il compito di attuare le norme già in vigore. Così il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti, rimanda al mittente, in una lettera aperta, la proposta di razionalizzione. 

In questa lunga intervista, il presidente di Assopetroli Assoenergia
Andrea Rossetti, partendo dal “richiamo” delle associazioni dei gestori, mettein fila le tante questioni aperte nel settore: dalla persistente emergenza delle frodi al “ritorno” del tema razionalizzazione, dai temi fiscali a quellicontrattuali.

I rapporti con i gestori.Partiamo dalla piattaforma unitaria dei gestori. Sulla Staffetta abbiamo sottolineato come fosse un appello alla responsabilità di tutto il settore. Come avete accolto le richieste?

Guardiamo con interesse al fatto che le tre associazioni maggiormente rappresentative abbiano trovato una convergenza. Riteniamo che siano le titolate alla rappresentanza del settore e le abbiamo già contattate, programmando incontri a partire da settembre. Sono tante le questioni da affrontare, emerse anche precedentemente alla risoluzione: questioni di mercato, contrattualistica, tematiche fiscali, sia come nuovi adempimenti e relativo impatto, sia come misure dedicate al contrasto all’illegalità.

C’è un fronte aperto per quanto riguarda i contratti.

 Siamo aperti a fare uno scatto avanti sul fronte dei contratti. Ma è necessario non essere contraddittori. O si va verso un approccio amministrato sul fronte dei prezzi, dei margini, del numero di impianti, oppure si va verso il mercato, e allora bisogna spingere sulla concorrenzialità. Se si sceglie questo secondo approccio va riformata anche la parte contrattualistica, prevedendo un carnet di soluzioni. La remunerazione del gestore non potrà essere considerata una variabile indipendente.

I sommovimenti nel mondo dei gestori segnalano però un problema, ed è un problema per tutto il settore, non solo per quella parte della filiera. 

Assolutamente sì. È un disagio a cui bisogna cercare di dare risposta. Tra gli elementi della concorrenza sleale c’è anche il dumping contrattuale, e alcuni comportamenti spregiudicati da parte di proprietari di impianti non vanno difesi. Su questo dobbiamo dare un segnale di sensibilità, vanno assunte delle posizioni chiare. Mi riesce invece difficile entrare in contenuti che abbiano elementi di cogenza su retribuzioni minime, sanzioni automatiche, valorizzazione del ruolo delle organizzazioni maggiormente rappresentative. Ma il confronto che avremo a breve serve proprio a questo e ci presentiamo al dialogo solo per confermare i rispettivi pregiudizi, dice rossetti.

A riguardo, sullo sfondo sento riecheggiare proprio nella citata risoluzione del M5S di nuovo il tema dell’esclusiva, e una certa retorica sul doppio canale. Sono questioni che hanno trovato in più occasioni approfondimento e soprattutto mediazione legislativa. Sarebbe complicato riprendere il dibattito partendo ancora da quelle suggestioni e parole d’ordine. Ricordo che furono passaggi molto divisivi. Ricostruire da lì mi sembra difficile.

L’illegalità. Il tema delle frodi sembra tutt’altro che risolto. 

Sul tema dell’antifrode c’è un filo di continuità. Noi abbiamo iniziato a impegnarci con l’allora presidente Franco Ferrari Aggradi, e con lui molte delle persone che guidano ora l’associazione. La mia attuale presidenza rappresenta una scelta di continuità, dice Rossetti. Rivendichiamo di avere avuto antenne mpiù ricettive sul mercato, nel capire cosa stava avvenendo, di avere avuto la determinazione di denunciare il fenomeno, la tenacia e la costanza di sensibilizzare, analizzare, proporre, stimolare, su tutti la politica su tutti i piani: esecutivo, legislativo, giudiziario. Più di questo un’associazione di categoria è difficile che possa fare. Ma evidentemente non basta: è un dato di fatto che gli sforzi non hanno ancora prodotto la reazione di sistema necessaria.

 

 

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About Roberta Dessì

Roberta Dessì
Sono una studentessa di Scienze della Comunicazione all'Università di Cagliari. Ho 21 anni e vivo a Cagliari. Mi piace studiare ma in particolar modo mi piacciono materie che riguardano la comunicazione pubblica, d'impresa e la pubblicità. Inoltre, in linea con il percorso di studi che ho scelto, seguo molto volentieri le lezioni sul marketing e la comunicazione. Non sto mai ferma e nel tempo libero mi piace fare sport, ascoltare musica o seguire serie TV e film. Adoro viaggiare e mi piacciono molto gli animali.

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