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CeDAC / Prosa: PIOVE GOVERNO LADRO di e con Senio GB Dattena – sabato 5 settembre alle 21 a Lanusei

“Piove governo ladro!” domani l’ultimo appuntamento

Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Senio Giovanni Barbaro Dattena, in scena con Mariano Cirina – sabato 5 settembre alle 21 nel Piazzale dell’Istituto Salesiano di Lanusei

L’ultimo appuntamento per la Stagione di Prosa Musica & danza 2019-2020. Organizzata dal CeDAC nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del Comune di Lanusei. “Piove Governo Ladro” rappresenta la sintesi folgorante e paradossale tra una condizione meteorologica e il rapporto non sempre felice del cittadino con le istituzioni. E in particolare, verrebbe da presumere – con il sistema dell’esazione fiscale, quasi l’imprevedibilità e ineludibilità delle precipitazioni atmosferiche non facesse che aggravare le sofferenze di quanti si trovassero a dover fare i conti con tasse e imposte elevate, con in più l’“aggravante” dell’umidità.


Insomma un’affermazione apparentemente strampalata, in cui si reitera la lamentazione verso gli abusi di potere ovvero la corruzione e la disonestà dei governanti, cui si attribuisce perfino la responsabilità di un evento le cui cause sono da ricercarsi nella condensazione dell’acqua presente nelle nubi e nel gioco delle correnti: un’iperbole, o meglio una battuta umoristica in cui l’ineluttabilità del mal governo fa pendant con un inconveniente derivante dal clima.

Un proverbio, tanti significati

Se ascritto all’antica saggezza contadina, il proverbio potrebbe forse far riferimento agli oneri imposti dallo stato, come un tempo dai proprietari, ai danni di chi lavora(va) la terra, senza tenere in alcun conto le conseguenze del maltempo sui raccolti, i danni subiti e le spese affrontate nel calcolare l’entità del tributo, se non addirittura aumentarla a discrezione. Ma l’apparente incongruenza potrebbe invece riflettere un’accusa e una critica dell’operato delle classi dominanti. Una sorta di refrain che scaturirebbe dai malvezzi e dalle inveterate, pessime abitudini di chi gestisce la cosa pubblica. Infatti – come sottolinea Senio Giovanni Barbaro Dattena nelle note di regia – “Piove governo ladro” è un detto che vanta molte paternità; alcuni lo vogliono di origine contadina – quando il padrone in caso di pioggia pretendeva dal contadino una gabella più alta in quanto, a suo dire, il raccolto sarebbe stato maggiore.

Altri lo fanno risalire al 1861, quando ai mazziniani torinesi saltò una dimostrazione a causa della pioggia. Il “Pasquino” (rivista satirica del tempo) pubblicò allora una vignetta rappresentante tre mazziniani sotto un ombrello con la didascalia: Governo ladro, piove! C’è anche, a questo proposito, un divertente aneddoto raccontato da Gramsci. (E “Piove, governo ladro!” è non a caso il titolo dato a una recente raccolta di scritti gramsciani – brevi articoli e note di costume – usciti tra il 1916 e il 1918, sull’edizione torinese dell’ “Avanti!”, nella rubrica “Sotto la mole”).

Modi di dire e “saggezza popolare”

La pièce del Teatro Barbaro – fin dal nome emblematico e allusivo – rimanda quindi a un’indagine sul significato letterale e metaforico delle parole, che appartengono al registro del quotidiano e cui spesso non si fa caso, se non per un’improvvisa curiosità che spinge a ricercare un’etimologia. Le lingue sono strumenti vivi, in cui si riflette il pensiero, mutano e si evolvono e così vocaboli antichi possono trovare nuove funzioni. Ma anche restare come “imprigionati” in una perifrasi il cui valore simbolico appare chiaro, mentre sfuggono le ragioni che hanno determinato la scelta di una definizione invece di un’altra. E può essere divertente e perfino stimolante soffermarsi e “perdersi” in questi meccanismi delicati e complessi, per ritrovare le radici storiche e antropologiche, tra memoria e identità, attraverso una “fotografia” di un mondo dimenticato – quasi a voler sfuggire alla predominanza degli “anglicismi” di una civiltà sempre più “globalizzata”»…

«“Piove, governo ladro” – ricorda Senio Giovanni Barbaro Dattena -, non è che uno dei tanti modi di dire che usiamo nel nostro parlare quotidiano. La nostra chiacchiera più o meno seria è disseminata di modi di dire e proverbi, di quella che un tempo si chiamava “saggezza popolare”. Modi di dire e proverbi che hanno una loro nobiltà e che spesso, con la loro capacità di racchiudere in poche parole un concetto che non riusciremmo ad esprimere in una pagina, ci vengono in soccorso.

Rassegna Significante

About Isabella Elaine Alexandra Farigu

Isabella Elaine Alexandra Farigu
Nata in Germania da madre tedesca e padre italiano, sono arrivata in Sardegna all'età di tre anni. Subito dopo il diploma mi sono trasferita a Londra dove ho lavorato nel settore ristorativo per dieci anni. Svariate stagioni estive le ho passate lavorando a Ibiza, Barcellona, Amburgo.. Ho una grandissima passione per i viaggi, i libri e gli animali.

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