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auricolari, intelligenza artificiale

Auricolari per gli smartphone: quali sono i migliori?

La leggenda racconta che sia stato il signor Bose in persona, esasperato per il rumore di fondo a bordo di un aereo, a lanciarsi per primo nella corsa allo sviluppo del progetto per la cancellazione del rumore

Pare inoltre che che il suo brevetto per gli auricolari sia arrivato quasi in contemporanea a quello della tedesca di Sennheiser. Stiamo parlando della seconda metà degli anni ’80. A quel tempo i cd portavano nelle case un suono cristallino come non si era mai sentito. Le musicassette si preparavano alla pensione. Il walkman si apprestava a essere rimpiazzato dai lettori portatili di minidisk.

Isolamento e cancellazione del rumore

Cos’ altro mancava a questo mondo perfetto? L’ isolamento. Uscire nel traffico, scendere nella metropolitana, attraversare un terminal affollato, volare su un aereo rumoroso o viaggiare su un treno pieno di pendolari . Questo continua a significare dover affrontare una miriade di sollecitazioni sonore che si insinuano nel padiglione auditivo, per quanto protetto dagli ovattati cuscini delle cuffie. 

La cancellazione del rumore è venuta a risolvere la faccenda, con un sistema semplice a dirsi. Quest’ ultimo consisteva infatti nel mandare nelle orecchie un segnale uguale e contrario a quello riscontrato nell’ambiente. Così, mentre si ascolta ‘The great gig in the sky’ dei Pink Floyd, all’udito arriva solo quella e non ciò che ci circonda.

L’ intelligenza artificiale: quello che mancava

Eppure mancava ancora qualcosa, perché ciò ci circonda cambia velocemente: dal traffico alla metro, dal terminal al vagone pieno di pendolari. Non era detto che un sistema di cancellazione del rumore funzionasse altrettanto bene in ognuno di questi ambienti. Per questo Jabra nel 2019 è stata la prima a introdurre l’intelligenza artificiale. La stessa che è capace di capire se si sta inquadrando un piatto di frutta o un gatto, può essere educata a riconoscere tra migliaia di suoni che non c’entrano con quello che vogliamo ascoltare. Questo permette di conseguenza di tenerli lontani dalle nostre orecchie, sia che siamo impegnati in una conversazione telefonica o nell’ascolto di una sinfonia. 

L’ultimo anno è stato una gara tra i produttori di tecnologia per mettere a punto gli auricolari più performanti. Attenzione: non bisogna confondere gli auricolari con le cuffie. Le cuffie sono molto molto più ingombranti, generalmente parecchio più costose. Esse offrono però prestazioni migliori perché dotate di un cuscino che circonda e isola il padiglione auricolare (around ear) o vi si sovrappone (over ear). La scelta con il miglior rapporto qualità prezzo, nel primo caso, sono le Jabra Elite 85h con due modalità di cancellazione del rumore. Si possono trovare a meno di 200 euro. 

Wireless e true wireless

Ma torniamo agli auricolari, che bisogna distinguere in due categiorie: i wireless e i true wireless. I primi sono scollegati fisicamente dal telefono, ma collegati tra di loro da un cavetto che in genere si tiene dietro al collo. Offrono una maggiore stabilità, più autonomia e più facilità nei controlli. Soprattutto sono più difficili da perdere dei true wireless. Essi infatti sono completamente privi di fili. Di conseguenza possono essere così leggeri che, se non sono in funzione, non ci si accorge nemmeno di non averli più.

Proprio un anno fa nella metropolitana di New York gli AirPods, gli auricolari bluetooth della Apple erano  l’ oggetto più smarrito in assoluto. Ciò poneva problemi di sicurezza per la quantità di gente che si calava sui binari per recuperarli. Tanto che nella loro versione più recente – gli AirPods Pro, Apple ha inserito il gommino che migliora la vestibilità e la cancellazione del rumore. Oltre a ciò i comandi lungo lo stelo che, come un cotton fioc spezzato, esce dall’orecchio. Ottima la resa sonora, decisamente migliorabile l’autonomia – che non è mai stata il massimo per nessun device Apple – al di sotto delle cinque ore. Il costo è da Apple: intorno ai 200 euro.

OnePlus, Honor e Huawei

Sullo stesso stile se la battono 3 new entry legate al mondo degli smartphone più che a quello dell’audio puro: OnePlus, Honor e Huawei. 

Con le Buds OnePlus ha fatto un passo avanti rispetto ai già ottimi wireless Bullet: anche se l’ assenza di gommino e la incredibile leggerezza (37 grammi) danno un’impressione di instabilità, restano salde nell’ orecchio anche quando si fanno movimenti bruschi. Godono della certificazione IPX4 contro polvere e umidità, ma essendo in plastica liscia, il sudore potrebbe renderle scivolose durante lo sport. Anche se non c’è la cancellazione del rumore – limitata alle chiamate – la resa sonora va ben oltre gli 89 euro che costano, ma hanno un forte limite: per personalizzare i comandi bisogna accoppiarle a un telefono OnePlus. Scelta perfetta, quindi, solo per chi ne ha uno.

Se è vero il detto che si dà il meglio di sé sotto pressione, allora Huawei l’ha preso alla lettera, perché le Freebuds Pro che ha presentato per questa stagione sono la prova che la casa cinese continua a sfornare tecnologia di altissimo livello. Questi auricolari in-ear il cui design e le cui funzioni ricordano in effetti quelli di Apple hanno un livello di cancellazione del rumore (Anc) praticamente imbattibile e che non è paragonabile a quello delle cuffie solo per l’ovvia assenza del padiglione sovraurale. L’ Anc su quattro livelli si appoggia a una app – AI Life – e riconosce l’ambiente circostante cambiando di conseguenza la potenza della cancellazione del rumore.

Le modalità

Le modalità vanno da ‘aware’ che permette di sentire i rumori esterni pur continuando a godere della musica, a ‘ultra’ che isola quasi completamente. In conversazione danno il meglio di sé; durante l’ ascolto della musica il suono è pieno e rotondo, anche se con una lieve tendenza a privilegiare i bassi: la possibilità di regolare l’ equalizzatore attraverso la app non sarebbe stata male. Il costo – 179 euro – è ampiamente giustificato dalla qualità dei materiali e dall’autonomia che, grazie alla custodia, può arrivare a 20 ore senza mai attaccarsi alla presa: una prova che supera qualunque volo intercontinentale.

Nella stessa famiglia – e stiamo parlando di Honor – troviamo gli auricolari prodotti dalla Moecen: true wireless dal prezzo assolutamente competitivo – circa 30 euro – che ne fanno un’ottima scelta per chi cerca discreta qualità del suono – soprattutto grazie alla cancellazione del rumore in chiamata – un’ottima batteria che garantisce 6 ore di musica e 4 di telefonate, un’autonomia di 24 ore grazie alla custodia e controlli touch semplici ed efficaci.

Lasciando la Cina e soprattutto tornando all’ampia gamma di prodotti realizzati da case che si occupano quasi esclusivamente di qualità del suono, gli ultimi arrivati sono gli in-ear (cioè non hanno il bastoncino) della svedese Jabra che ha deciso di portare sulle Elite 85t le caratteristiche delle cuffie 85h. A 229 euro offrono sei microfoni per l’ascolto dei rumori esterni e altoparlanti da 12 mm con bassi potenti, migliorando al tempo stesso il comfort e alleviando la pressione sull’orecchio grazie al design semi-aperto.

La gestione manuale

C’ è soprattutto la possibilità di gestire manualmente la cancellazione del rumore con una tecnologia che sfrutta un doppio chipset per regolare l’intensità dell’isolamento con un cursore. Il passaggio dalla cancellazione totale a HearThrough, per sentire i rumori ambientali, può così essere graduale, con l’opzione di selezionare anche un livello intermedio. Notevole, poi, l’autonomia: fino a 5,5 ore di ascolto con la tecnologia ANC attiva, che si estende a 25 ore con la custodia di ricarica (con ANC accesa) e a 31 ore (con ANC disattivata).

Gli altri marchi

Tra gli altri marchi sono da segnalare le WF-1000XM3 di Sony, considerate universalmente tra le migliori wireless in-ear per l’ascolto della musica e dei contenuti multimediali, ma con due limiti evidenti nell’ impossibilità di regolare il volume dagli auricolari e nel prezzo sensibilmente più alto. 

Le Sennheiser Momentum True, grazie alla tecnologia di uno dei marchi più affidabili nel settore audio, portano con sé una qualità indiscutibile, ma anche una custodia un po’ troppo ingombrante, dimensioni degli auricolari ‘importanti’ e un prezzo decisamente – ma giustificatamente – più elevato. 

Ancora più alto il prezzo delle Beoplay E8 2.0 di Bang & Olufsen che anche senza avere la cancellazione del rumore offrono un sound cristallino con bassi potenti e definiti. Ma qui si va su portafogli (e orecchie) decisamente di un’altra categoria. 

 

 

 

 

 

 

 

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About Stefano Conti

Stefano Conti
22 anni. Vive a Gonnosfanadiga. Studente di beni culturali presso l' università di Cagliari. Diplomato al liceo linguistico E. Piga di Villacidro nel 2017. Inizia li studi universitari nel 2017. Ama ascoltare musica, guardare serie tv, leggere, scrivere (ha pubblicato 7 delle sue poesie nella raccolta "Le tue parole 6" della casa editrice Pagine).

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