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Impronta antropocene sul monte Elbrus in caucaso

In Caucaso sul monte Elbus sono state fatte delle analisi sul ghiaccio che mostrano un aumento di inquinamento

Una serie di fragranze e idrocarburi policiclici aromatici, derivati da prodotti per la cura personale di largo consumo, sono presenti in una carota di ghiaccio campionata sul monte Elbrus in Caucaso.. E’ quantificata dai ricercatori dal Cnr e dell’Università Ca’ Foscari Venezia. I profili di concentrazione misurati dagli anni ’30 del 1900 fino al 2005 seguono lo stesso trend degli idrocarburi policilici aromatici (PAHs). Sono i prodotti della combustione e delle attività industriali, con un aumento ben visibile a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, coincidente con l’inizio della “Grande accelerazione”. I risultati sono pubblicati su Scientific Reports.

La nuova era: l’Antropocene

I cambiamenti climatici e del territorio provocati dall’ impatto umano sulla Terra segnano l’inizio di una nuova era geologica, l’ Antropocene. Le tracce delle attività antropiche sono presenti in quasi ogni angolo del Pianeta. La criosfera, in particolare, è un “archivio” importante per i composti di origine antropogenica. Gli aereosol e le molecole trasportati dall’ atmosfera sono preservati dalle deposizioni nevose, accumulatesi nel corso degli anni. In un lavoro pubblicato su Scientific Reports. I ricercatori dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) assieme ai colleghi dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dello U.S. Geological Survey di Denver, dell’Università di Grenoble e dell’Istituto di geografia dell’Accademia russa di scienze hanno analizzato il contenuto di una carota prelevata sul ghiacciaio del monte Elbrus in Caucaso. Hanno rinvenuto  traccianti classici della contaminazione umana. Questi sono derivanti principalmente dalla combustione e da fragranze utilizzate quotidianamente per la cura della persona.

Le analisi chimiche

“Abbiamo dimostrato come la criosfera possa registrare i segnali antropici derivanti non solo da processi industriali e da combustioni. In particolare anche da attività più quotidiane, come usare saponi, detersivi. Le masse d’aria che interessano il sito del monte Elbrus (5.642 m) arrivano dall’ area mediterranea, dal Medio Oriente e dell’Europa dell’Est. Sono state individuate 17 molecole componenti le diverse fragranze su base chimica, volatilità e persistenza. Le analisi sono state effettuate su campioni ricavati dalla carota di ghiaccio prelevata nel 2009 all’ interno di una speciale “clean-room”. Interamente rivestita in acciaio e appositamente progettata per l’analisi di contaminanti organici in tracce. “Le concentrazioni delle fragranze individuate sono aumentate considerevolmente dagli anni ’30 fino al 2005, in particolare per quanto riguarda il benzil-, l’ amil- e l’ esil- salicilato. La variazione diventa visibile a partire dagli anni ‘50 del 1900 e coincide con l’inizio della cosiddetta “Grande Accelerazione”.

Le cause

La dinamica delle concentrazioni di questi composti è influenzata anche dall’ andamento della situazione socio-economica dell’est Europa. “Se il trend generale è in crescita, vi sono tuttavia 2 periodi in cui i flussi dei contaminanti diminuiscono: il primo, negli anni ’70, coincide con “l’era della stagnazione” avvenuta durante il governo Brezhnev, mentre il secondo si è verificato negli anni ’90 in seguito alla disastrosa crisi economica e sanitaria dopo la caduta dell’URSS. Negli anni seguenti però, le deposizioni sia di fragranze, che di PAH sono rapidamente tornate a crescere”, conclude il ricercatore Cnr-Isp. Lo studio è finanziato dal progetto MIUR-FISR “ICE MEMORY-An International Salvage Program”.

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About Angela Farris

Angela Farris
Sono Angela Farris, nata a Nuoro, diplomata nel 2015 presso l'istituto tecnico L.Oggiano di Siniscola e attualmente sono laureanda in beni Culturali e Spettacolo

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