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Cagliari: Passetti, abbiamo provato a riportare il pubblico

Rimpianto dirigente, ‘test mancato,ma senza tifosi non è calcio’

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Una crisi epocale che ha coinvolto il pianeta non poteva lasciare indenne il calcio, che prova ora a ripartire dopo il lungo stop dovuto al Coronavirus. “Abbiamo provato fino all’ultimo a riportare i tifosi e gli appassionati nel nostro stadio, proponendo anche che Cagliari e la Sardegna fungessero da test grazie al fatto che il tasso di contagio registrato qui è stato sempre basso, per fortuna. Purtroppo non è stato possibile, adesso è il momento di fare tutti il nostro dovere per un traguardo fondamentale”. A margine di Cagliari-Juventus, il direttore generale del Cagliari Mario Passetti parla dai microfoni di Dazn.

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“Giocare a porte chiuse ha condizionato tutte le squadre, al di là del calore di questa o quella piazza. Senza tifosi non è calcio, inutile nasconderci – dice ancora Passetti -, ed è uno scenario devastante per tutti. Ogni componente del nostro mondo deve lavorare sodo da subito per arrivare all’inizio del prossimo campionato con un protocollo che sia guidato dal buon senso e che questo riguardi anche la frequenza dei tamponi durante la stagione”. “Credo che ciascuno di noi debba magari fare meno dichiarazioni – conclude il dirigente del Cagliari – e prodigarsi invece nel lavorare con l’obiettivo di far tornare i nostri tifosi sugli spalti“.

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“Un peccato che non ci sia il pubblico. Bisogna lavorare sodo per il prossimo anno”

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Passetti rivolge un pensiero anche ai tifosi, privati dei festeggiamenti per gli anniversari importanti del Cagliari e costretti a restare fuori dagli stadi: «Il centenario? Mi addolora pensare alle persone che avevano lavorato mesi per preparare tutti i festeggiamenti e poi hanno dovuto rimandare tutto. Loro e i tifosi si sono visti sfuggire qualcosa a cui tenevano tanto, ma speriamo di poterci rifare in un altro momento. Per adesso con le porte chiuse è un calcio con la c minuscola, perché il vero protagonista delle partite è il pubblico. Si comincia a permettere la circolazione pur con dei limiti, sono d’accordo col Presidente Giulini quando dice che si potrebbero aprire parzialmente gli spalti».

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About Isabella Elaine Alexandra Farigu

Isabella Elaine Alexandra Farigu
Nata in Germania da madre tedesca e padre italiano, sono arrivata in Sardegna all'età di tre anni. Subito dopo il diploma mi sono trasferita a Londra dove ho lavorato nel settore ristorativo per dieci anni. Svariate stagioni estive le ho passate lavorando a Ibiza, Barcellona, Amburgo.. Ho una grandissima passione per i viaggi, i libri e gli animali.

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