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Nella fase 2 niente visite agli amici solo parenti e fidanzati

Da domani permesse le visite a chi ha “Relazione stabile affettiva non sono gli amici”. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, in merito alle visite ai “congiunti”

“Relazione stabile affettiva non sono gli amici”. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, in merito alle visite ai “congiunti” che rientrano tra le motivazioni lecite per uscire di casa dal 4 maggio, con la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Nelle “Domande frequenti sulle misure adottate dal Governo” del sito della Presidenza del Consiglio dedicata al Dpcm sulla fase 2, si precisa che i congiunti ricomprendono “i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)”.

Da domani tornano al lavoro 4,4 milioni di persone. E scatta la possibilità di far visita a coniugi, conviventi, partner delle unioni civili, parenti fino al sesto grado, affini fino al quarto grado come i cugini del coniuge. E a persone “legate da uno stabile legame affettivo”, come i fidanzati ma non, precisano fonti di governo, gli amici.

Il governo dissipa con una Faq, ossia una risposta a domande frequenti, il dubbio insinuato dal nuovo dpcm per la “fase 2”.

Via libera anche all’attività motoria non solo nei pressi della propria abitazione e nei parchi ma resta chiaro che non si può uscire dalla propria regione, se non – una volta sola – per tornare nella propria residenza o domicilio, se per il lockdown si era rimasti bloccati altrove. Resta il divieto nazionale anche per le seconde case ritenute “Nontra gli spostamenti per necessità”, spiegano fonti di governo per dissipare i dubbi. In Sardegna invece sarà possibile andare nelle seconde case, ma solo per effettuare lavori senza pernottare.

E’ uno “stress test” per la fase 2, quello che inizia il 4 maggio. Dai dati sul contagio che si raccoglieranno a partire dalla prossima settimana si capirà se dal 18 maggio si potrà riaprire di più in alcune Regioni e se al contrario in singole aree del Paese dovrà tornare il lockdown. Il premier Giuseppe Conte, rispondendo via Facebook alle lettere di un’estestista, un barbiere e una ristoratrice, si dice “sicuro” che nelle zone a basso contagio le riaperture arriveranno “prima del previsto”. E intanto assicura che il governo sarà “intransigente per chi riparte sul rispetto di “rigidi protocolli di sicurezza”.

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