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Stay a casa & press play con i Dancefloor Stompers

Dancefloor Stompers – Back to Mod’s (J.D. Tiki)

Ci siamo conosciuti qualche tempo fa, quando i Dancefloor Stompers non erano, forse, nel tuo immaginario e facevi parte di un gruppo chiamato “Cani da rapina”.

E’ passato qualche anno da allora e si può dire che il “crimine” è rimasta una tua grande passione…

“Librerie Musicali”, il lavoro che hai portato avanti con Andrea Schirru, Danilo Salis e Frank Stara risulta influenzato dalla tua grande passione per il cinema, in particolare quello nero italiano.

Il gruppo, Dancefloor Stompers, si esprime con un condensato di soul, jazz, musica da cinema, qualche punta di blues… ci racconti meglio questo progetto e l’esigenza comunicativa che avete?

Il progetto nasce nel 2009, in forma trio, con l’intento di suonare la musica dei Mods, la ‘black music’ degli anni Sessanta. In seguito al coinvolgimento della band in diversi festival e contesti creativi (corotmetraggi, reading letterari) abbiamo cominciato a scrivere i nostri brani originali, ispirati dal suono delle gloriose colonne sonore italiane ed internazionali del passato. La fusione dei due stili ha creato il sound attuale degli Stompers.

Un condensato di soul, jazz, musica da cinema, qualche punta di blues

Il vostro disco è uscito solo in supporto analogico, rigorosamente a 33 giri: tuttavia, dato che in questo periodo diventa difficile acquistare un vinile, lo scenario cambia leggermente. Ipotizziamo quindi che chi ci legge possa ascoltarlo sul web e non disponga quindi del libretto illustrato da Andrea INKline Cara.

Nell’idea di questa rubrica c’è che si schiaccia play su un supporto digitale e mentre le note scorrono si possa leggere il dietro le quinte. Ci puoi quindi sintetizzare cosa possiamo trovare di non suonato su questo disco?

Ciò che non attiene al suono, ha a che fare con l’estetica: quella del cinema vintage, della moda Sixties, dell’architettura, lo styling tra ‘retro’ e ‘kitsch’ che imperava in quegli anni meravigliosi.

Mi piacerebbe, fra le 10 tracce contenute, trovarne una che possa ben musicare questo periodo. Puoi sceglierne tu una di queste e spiegarci il perché della selezione?

Domanda difficile, essendo un disco i cui brani sono stati composti da diversi autori, in tempi e occasioni molto diverse; ma forse sceglierei “Romance”, il brano che chiude il nostro LP, strutturato come un ‘bolero western’, drammatico, ma ricco anche di speranza..

I dancefloor stompers hanno ora qualche disco in lavorazione? Se sì, puoi anticipare qualcosa?

Abbiamo impiegato tanto a realizzare questo disco d’esordio: diversi mesi tra arrangiamento, registrazioni, overdub e mixaggio. Il lavoro che abbiamo svolto con Andrea Piraz e Roberto Macis (Solid Twin studio) è stato puntiglioso e faticoso, ma siamo felici del risultato, anche perchè tutto ciò che senti sul disco è stato suonato da un musicista o cantato da una voce, non ci sono plugin. Tutti gli strumenti e i suoni sono quelli che adoriamo e che abbiamo imparato a consocere sui dischi e nei film. Perciò, dopo un disco così, bisogna ripartire lentamente con la scrittura di nuovo materiale. Siamo comunque al lavoro, anche da quel punto di vista.

Bisogna ripartire lentamente con la scrittura

Ti faccio una domanda un po’ provocatoria, giusto per mettere un po’ di pepe. Nel vostro promo live ho ritrovato uno stile che si colloca a metà fra Le Iene e i Beatles. Una scelta già fatta in passato con un altro gruppo. Si tratta di una dichiarazione d’amore per il passato, una citazione, oppure ritenevi fosse la più coerente con quanto suonato?

 Il riferimento ai Sikitikis degli esordi è palese, direi..ed ovviamente la responsabilità di queste scelte era soprattutto mia, è vero..non posso nascondere di amare lo stile dei Sixties Groups, vestiti tutti uguali o comunque con grande coerenza di look; anche nel caso degli Stompers c’è una ricerca ed un omaggio allo stile estetico che citavo qualche riga più su, e sicuramente il genere musicale aiuta a collocare abiti e suono sullo stesso piano 😉

Da musicista, come vedi questo momento di stasi? L’hai preso come momento creativo o come momento in cui staccare tutto e pensare ad altro (come imbiancare casa, ad esempio)?

Questo stop obbligatorio alle nostre vite è arrivato proprio all’inizio di un nuovo anno, sicuramente non il massimo per cominciare con sprint, come si suol dire…non mi sto dedicando tanto alla musica suonata, ma con maggiore attenzione ai contenuti che trasmetto nella mia trasmissione su Radio X (CinematiCA – Suoni da e per il Cinema), alla lettura e alla scrittura.

Non posso nascondere di amare lo stile dei Sixties Groups, vestiti tutti uguali

Ora arriva la domanda che per alcuni è il mostro finale, perché capisco possa mettere a disagio, ma è necessaria. In passato accadeva che oltre a poter leggere il libretto del disco, spesso, fra amici, ci si prestava un disco o se ne consigliava uno. Non vi era infatti la possibilità, come accade ora, di aprire Spotify e navigare fra una miscellanea sterminata di scelte, ascoltare qualche secondo e poi, se non ci piace, skippare avanti. Bisognava fidarsi del gusto dell’amico intenditore per poter trovare qualcosa di nuovo che si conformasse al nostro gusto. Quindi ti chiedo di suggerire qualche nome della scena sarda da ascoltare, approfondire e magari inserire in questa rubrica e il perché della scelta. Mi raccomando, uno o due, altrimenti il gioco si fa troppo facile. Mi assumo io la responsabilità del fatto che tu non stia facendo il torto a nessuno.

Faccio 3 nomi di artisti sardi che stimo, ascolto e che seguo da vicino, per stima e amicizia: IOSONOUNCANE (tra i progetti più innovativi e anticommerciali mai usciti dall’isola), Luigi Frassetto (compositore e musicista sassarese dotato di gran gusto per la musica cinematica), La Città di Notte (progetto di noir cantautoriale, con dentro anche membri degli Stompers).

Grazie mille, è stato un vero piacere intervistarti mentre in sottofondo passava Librerie Musicali. Ah, a proposito: per chi volesse correre a comprarlo una volta finito questo periodo dove può trovarlo?

 Grazie a Voi. Trovate il disco nei migliori negozi specializzati e potete ordinarlo on line dai distributori o dal sito della Four Flies Records (fourfliesrecords.bandcamp.com) e (www.fourfliesrecords.com).

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About Nicola Manca

Nicola Manca
Economista, chitarrista mancato e cantante scarso, non demorde. Scrittore con diverse pubblicazioni alle spalle, coltiva con tenacia la sua passione per il mare, Moby Dick, il brazilian jiu jitsu e le vecchie motociclette. Da grande vorrebbe fare il guardiano di un faro.

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