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Coronavirus: studio possibile legame con malattia di Kawasaki

In due mesi il numero di casi di bambini con malattia di Kawasaki è stato pari a quello degli ultimi 3 anni

Potrebbe esserci un legame tra il coronavirus e lo sviluppo nei bambini della malattia di Kawasaki. Si tratta di una patologia che colpisce soprattutto i bimbi sotto i cinque anni di età e che causa l’infiammazione dei vasi sanguigni. A fare luce su questo collegamento, ancora da dimostrare con certezza, i medici del dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Il primo bambino è arrivato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo nei giorni disperati e disperanti in cui i reparti di terapia intensiva erano al collasso. Era il 17 marzo. La diagnosi per il giovane paziente è stata malattia di Kawasaki. Si tratta di una infiammazione dei vasi sanguigni che può coinvolgere le arterie del cuore fino a dilatarle. In genere i casi di questa patologia sono tre all’anno, ma da quel giorno al 14 aprile i pazienti ricoverati sono stati dieci, tra cui un 15enne. E negli ultimi giorni se ne sono aggiunti due che hanno bisogno di cure intensive e che non rientrano nello studio che è stato presentato per essere pubblicato a una importante rivista scientifica.

Negli ultimi due mesi, spiega Lucio Verdoni, reumatologo pediatra del Papa Giovanni, “ci siamo accorti che giungevano al pronto soccorso pediatrico diversi bambini che presentavano una malattia nota come malattia di Kawasaki. In un mese il numero dei casi ha eguagliato quelli visti nei tre anni precedenti”. Da queste evidenze i pediatri del Papa Giovanni e l’allergologo Angelo Mazza hanno approfondito i casi degli ultimi due mesi e trovato un possibile collegamento con il nuovo Coronavirus. 

Cos’è la malattia di Kawasaki

I sintomi tipici della malattia di Kawasaki sono la febbre elevata persistente, un’eruzione cutanea, delle alterazioni delle mucose e delle estremità. La complicanza più grave che si potrebbe sviluppare è l’infiammazione delle arterie del cuore. La malattia risponde molto bene alla terapia. Il trattamento a base di immunoglobuline e acido acetilsalicilico, talvolta cortisone, viene somministrato in tempi rapidi. Tutti i bambini guariscono. La causa della malattia di Kawasaki, scoperta circa 50 anni fa, rimane ignota, nonostante si pensi che sia causata da un agente infettivo che, in bambini predisposti, causa una risposta infiammatoria alla base del quadro clinico. In passato alcuni virus della famiglia dei coronavirus sono stati considerati come probabili induttori della malattia di Kawasaki.

Questione sotto esame anche all’estero

La questione intanto è allo studio anche all’estero. In Gran Bretagna i medici hanno fatto osservazioni simili ai colleghi italiani. Il segretario alla Salute Matt Hancock durante un briefing ha detto di essere “molto preoccupato”. Ha spiegato che le autorità mediche stavano esaminando attentamente il problema. Ma il direttore sanitario nazionale ha sottolineato che è ancora troppo presto per stabilire un legame con il coronavirus. Negli Usa, invece, l’American Academy of Pediatrics (AAP) ha affermato che non si è ancora visto qualcosa di simile negli Stati Uniti. “Anche se la malattia dovesse essere correlata al coronavirus”, spiega un esperto di pediatria a Reuters, “è una complicazione molto rara”.

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