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Jazz Club Network – 2020

Jazz Club Network 2020: c’è qui qualcosa che ti riguarda

Patrizia Laquidara in tour nell’Isola sotto le insegne del Jazz Club Network 2020 firmato CeDAC in collaborazione con Sardegna Concerti: DOMANI (venerdì 7 febbraio) alle 21.30 al Jazzino di via Carloforte 74/76 a Cagliari, sabato 8 febbraio alle 21 al Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura di Macomer e infine domenica 9 febbraio alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale risuoneranno al jazz club le parole e note di “C’è qui qualcosa che ti riguarda”

Apre il Jazz Club Network

La voce di Patrizia Laquidara apre il Jazz Club Network – 2020: sarà la cantautrice siciliana di nascita ma veneta d’adozione a inaugurare DOMANI (venerdì 7 febbraio) dalle20.30 al Jazzino di via Carloforte 74/76 a Cagliari (il concerto inizierà alle 21.30) sulle note di “C’è qui qualcosa che ti riguarda”, la rassegna itinerante organizzata dal CeDAC in collaborazione con Sardegna Concerti per riscoprire le atmosfere degli storici Jazz Clubs, fucine di talenti dove sono nati progetti e ensembles fondamentali nella storia della musica improvvisata – inserita nel Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Riflettori puntati

Riflettori puntati sull’artista, raffinata interprete capace di spaziare dalla bossa nova al pop, dal blues al jazz, anche sabato 8 febbraio alle 21 al Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura di Macomer e infine domenica 9 febbraio alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale per un viaggio sul filo delle emozioni sulle tracce del nuovo album, che si tinge di inedite sfumature rock e sonorità elettroniche grazie alla collaborazione con l’eclettico pianista, compositore e arrangiatore Alfonso Santimone.

Un intrigante recital dove le canzoni del disco (pensato come una produzione indipendente e realizzato anche attraverso il crowdfunding, con un altissimo numero di adesioni a conferma dell’affetto e dell’ammirazione dei numerosi fans), si alternano alle letture di testi scritti dall’artista, in una sorta di dialogo ininterrotto con il pubblico: Patrizia Laquidara affronta temi scottanti e attuali, dalla violenza contro le donne ne “Il cigno – The Great Woman” alle migrazioni – nel brano che dà il titolo all’album, “C’è qualcosa che ti riguarda” – con sensibilità e con grazia, riuscendo a raccontare il dramma delle vittime e le ferite sull’anima, come le inquietudini di chi parte in direzione dell’ignoto, trasfigurandoli attraverso la musica e traducendoli in poesia.

Sul palco – accanto a Patrizia Laquidara (voce e letture) – Davide Repele (chitarra), Luca Chiari (chitarra), Stefano Dallaporta (basso) e Nelide Bandello (batteria): un ensemble affiatato per sfogliare idealmente le pagine dell’album dei ricordi, tra racconti e riflessioni, in una performance avvincente affidata alla voce inconfondibile della cantautrice che ritorna nell’Isola – dove è stata ospite al Festivalguer e all’European Jazz Expo – alla testa del suo Quintetto per un breve tour con il nuovo progetto “calibrato” sulla distanza ravvicinata e sulla dimensione raccolta di clubs e teatri.

C’è qui qualcosa che ti riguarda

C’è qui qualcosa che ti riguarda” segna una svolta nel percorso della cantautrice siciliana: undici anni dopo il successo di “Funambola” (prodotto da prodotto da Arto Lindsay e Patrick Dillet) e sette dopo “Il canto dell’Anguana” (premiato con la Targa Tenco). Ora vede la luce il nuovo album della cantautrice, che aveva esordito con l’omaggio a Caetano Veloso di “Para você querido Caé”, seguito dal suggestivo “Indirizzo Portoghese”, in cui è inserita anche “Lividi e fiori”. La canzone scritta insieme con Bungaro e presentata al Festival di Sanremo nel 2003 nella sezione giovani (Premio Mia Martini della Critica e premio Alex Baroni per la miglior interpretazione).

Un inno alla vita e un omaggio alla femminilità nel disco, impreziosito dalle firme di Tony Canto per “Amanti di passaggio” e Joe Barbieri per “Il resto di tutto”, per una ammaliante antologia di canzoni con la cifra intimistica di Patrizia Laquidara, che si sposa a metriche incalzanti e pulsazioni rock in “Sopravvissuti” e a suggestioni metropolitane e elettroniche in “Nordestereofonico”, per riscoprire lo spirito del blues in “Preziosa”. Un flusso di note come un fiume di pensieri, ricordi, sensazioni tra pezzi intensi e lirici, melodie soavi e parole evocative, ritmi travolgenti e avvolgenti per un itinerario nei labirinti della mente e del cuore, da “Marciapiedi” a “Acciaio” e “La luna”, da “Bello Mondo (Ti ho vista ieri)” a “L’altra parte dell’altra” e “Pesci muti”.

Tornare ad incidere

«Non è stato facile ritornare a pensare a un disco» – ha raccontato la cantautrice in un’intervista (a cura di Vittorio Pio sul Wall Street International Magazine) – «sentivo la responsabilità di dover portare a termine qualcosa di importante, di dire qualcosa che rispondesse alle aspettative degli altri, di chi da tempo mi aspettava, in primis il mio pubblico. Sentivo la responsabilità di riassumere tutte le mie esperienze, il mio vissuto in poche tracce. Così a un certo punto sono partita, ho cominciato a scrivere».

Un diario

C’è qui qualcosa che ti riguarda” è quindi una sorta di “diario” o meglio di autoritratto in musica in cui confluiscono le esperienze e la vita vissuta dall’artista, i viaggi, gli incontri, l’amore per la poesia ma anche la consapevolezza del presente, le storie allegre o tristi che hanno colpito la sua fantasia, racchiusi in una sintesi folgorante e distillati in forma di melodie. Una fotografia del tempo presente – dei suoi stati d’animo e della realtà che la circonda – che anche laddove tocca questioni scottanti e temi dolorosi offre un messaggio di speranza, in particolare legato all’universo femminile – quasi un fil rouge, un tema significativo e ricorrente pur tra mille sfaccettature e sfumature.

«Finito il disco, mi sono resa conto che c’era l’elemento della grande madre, la forza che accoglie e che accudisce in contrasto con una forza di cui siamo succubi e che ci conduce verso qualcosa di non buono» – ha svelato Patrizia Laquidara (a Raffaella Sbrescia in ritrattidinote.it) – . «L’elemento femminile qui ha un valore salvifico. Ne Il Cigno, in Acciaio e Preziosa c’è sempre questa donna che sa rinascere, che sa trasformarsi».

La metamorfosi

C’è qui qualcosa che ti riguarda” suona come un invito a fermarsi a guardare, quasi a guardarsi dentro; «Il titolo racchiude un messaggio molto diretto, un messaggio a tu per tu» – sottolinea l’artista (ancora nell’intervista di Raffaella Sbrescia). «Il concetto è; guarda dove ci sono le parti più oscure, quelle che tendi a nascondere, le parti di scarto, lì dove ci sono tutte le sensazioni e i pensieri e i rifiuti che tendiamo a mettere da mettere, ecco lì, proprio lì, può esserci una grande capacità di rinascita, lì possiamo ritrovare la bellezza. Nell’alchimia si dice che possiamo attraversare periodi, anche molto dolorosi, in cui siamo chiamati a trasformare la materia putrefatta in oro. Quando si riesce a fare questo, c’è una trasformazione di noi stessi».

La metamorfosi interiore è il fulcro di un album meditato a lungo ma scritto d’impulso, lasciandosi trasportare dall’ispirazione, per tradurre in canzoni intuizioni e emozioni. Il disco è un po’ come uno scrigno pieno di storie; “personali” ma anche universali, in cui è possibile ritrovarsi e riconoscersi, tra sorrisi e lacrime, con utili e garbati spunti di riflessione e l’invito a non arrendersi, a continuare a inseguire i propri sogni – senza rinunciare alla gentilezza.

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About Elia Murgia

Elia Murgia
studente di beni culturali e spettacolo al terzo anno abita a Escalaplano, appassionato di cinema

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