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QUARTET PROSA

La Grande Prosa: debutto per “Quartet”

Oggi mercoledì 29 gennaio, per la stagione 2019/2020 de La Grande Prosa, debuterà “Quartet” di Ronal Harwood, con Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Cochi Ponzoni e con Erica Blanc per la regia di Patrick Rossi Gastaldi

Cast “stellare” per “Quartet” – in tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC per la Stagione 2019-2020 de La Grande Prosa nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna: sotto i riflettori quattro artisti del calibro di Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Cochi Ponzoni e Erica Blanc interpretano quattro celebri cantanti lirici, ormai ritiratisi dalle scene, che si ritrovano in una casa di riposo – tra il riaffiorare di ricordi e qualche rimpianto dello loro intensa e brillante carriera.

Un invito a riproporre il loro “pezzo” più celebre – il quartetto “Bella figlia dell’amore” dal “Rigoletto” di Giuseppe Verdi in occasione di un galà rappresenta un’ardua sfida ma anche l’opportunità per dar prova del loro talento e di una tecnica virtuosistica, sia pure un po’ “offuscata” per l’età e di confrontarsi ancora una volta con il pubblico.

La pièce divertente e coinvolgente debutterà in prima regionale mercoledì 29 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di Sassari per approdare giovedì 30 gennaio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania, venerdì 31 gennaio alle 21 al Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura di Macomer, sabato 1 febbraio alle 20.45 al Teatro Centrale di Carbonia e infine domenica 2 febbraio alle 19 al Teatro Civico di Sinnai – per un ideale viaggio nel mondo del melodramma.

«“Quartet” ha il pregio di saper parlare del passare del tempo, della terza età, degli acciacchi del corpo e della mente, che caratterizzano l’ultima fase della vita, con delicata ironia» – scrive nelle note il regista Patrick Rossi Gastaldi. «Un commosso e divertente omaggio alla passione di chi ha dedicato la vita alla musica, alla bellezza e al teatro che rivela quante gioiose sorprese può riservare il “limbo” della nostra vita».

Viaggio dietro le quinte del melodramma con “Quartet” – raffinata e brillante commedia di Ronald Harwood incentrata su quattro divi dell’opera lirica che si ritrovano (quasi) per caso in una casa di riposo, invitati a cimentarsi con il loro “cavallo di battaglia” ovvero il famoso quartetto “Bella figlia dell’amore” dal “Rigoletto” di Giuseppe Verdi in occasione di un gala: sotto i riflettori quattro artisti del calibro di Giuseppe Pambieri, Paola Quattrini, Cochi Ponzoni e Erica Blanc prestano volto e voce ai protagonisti, tra i vividi ricordi e qualche rimpianto per le loro fulgide carriere ormai al tramonto, con la sapiente regia di Patrick Rossi Gastaldi (produzione Bis Tremila – Compagnia Molière, in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2018).

La pièce (già trasportata sul grande schermo da Dustin Hoffman al suo esordio dietro la macchina da presa con l’omonimo, fortunato film interpretato da Maggie Smith, Tom Courtenay, Billy Connolly, Pauline Collins e Sheridan Smith) debutterà in prima regionale mercoledì 29 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di Sassari per approdare giovedì 30 gennaio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania, venerdì 31 gennaio alle 21 al Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura di Macomer, sabato 1 febbraio alle 20.45 al Teatro Centrale di Carbonia e infine domenica 2 febbraio alle 19 al Teatro Civico di Sinnai sotto le insegne del CeDAC per la Stagione 2019-2020 de La Grande Prosa nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

“Quartet” affronta con ironia e con brio il tema delicato e complesso della terza età dal punto di vista privilegiato dei quattro cantanti lirici, ormai ritiratisi dalle scene e sul punto di godersi la meritata e forse agognata tranquillità di una serena vecchiaia lontana dal clamore delle folle e dall’attenzione della critica, dedicandosi ciascuno ai propri interessi senza rinunciare alla passione che ha dominato tutta la loro vita: l’amore per la musica.

La quiete di una casa di riposo – dove tre di loro si sono trasferiti e trascorrono le loro giornate tra la lettura e lo studio di nuove partiture e più leggeri pettegolezzi mondani – viene improvvisamente turbata dall’arrivo inatteso della nuova “ospite”, l’elemento mancante del quartetto, nonché ex moglie di uno di loro, che fa riaffiorare il passato, spezzando l’incantesimo.

Quattro temperamenti diversi – dalla femme fatale che non rinuncia a tentare di sedurre baldi giovanotti, pur con l’aria svagata e quasi sognante di un’eterna fanciulla, alla diva che non sa rassegnarsi a scendere dal suo piedistallo, donna capricciosa e incostante, perfino crudele ma pur sempre fragile, dall’intellettuale che sembra aver scoperto nella villa immersa nel verde la dimensione ideale per continuare a leggere e studiare, salvo poi farsi travolgere dalla passione, all’intemerato seduttore in cuor suo fedele alla moglie defunta, che in qualche modo rappresenta il trait d’union tra tutti loro, l’amico comprensivo al corrente delle loro storie, capace di guardare al presente con una nota di leggerezza.

Se l’arte del canto ha fatto incrociare i loro destini, l’alchimia tra i caratteri non sempre ha funzionato altrettanto bene nella realtà come nella scena: la magia del quartetto verdiano in cui magistralmente le voci si mescolano pur conservando ciascuna la peculiarità timbrica e dando risalto ai sentimenti contrastanti e agli stati d’animo dei personaggi, in un mirabile equilibrio tra pathos e bellezza, allegria e struggimento, appartiene al melodramma.

Nella routine del quotidiano l’armonia s’infrange, talvolta per piccolezze, incomprensioni, fraintendimenti, invidie e tradimenti creano tensioni, nodi difficili da sciogliere, generano abissi e distanze, lasciano ferite che solo il tempo e la distanza sembrano poter medicare.

Focus sulle umane passioni – e sul fascino immortale dei capolavori della storia del melodramma, tra arie, duetti e appunto “quartetti” in cui la musica esprime perfettamente le emozioni – in questo avvincente “Quartet” in cui non mancano i coups de théâtre oltre all’intrigante gioco metateatrale di quattro icone del mondo dello spettacolo che incarnano altrettante celebrità dell’universo della lirica, alle prese con una performance difficile – sul piano tecnico ma soprattutto su quello più intimo e privato – in cui si (con)fondono arte e vita.

Sul palco Giuseppe Pambieri, poliedrico attore e regista, diretto da registi come Giorgio Strehler, Franco Zeffirelli e Franco Enriquez, Maurizio Scaparro e Giancarlo Sepe, all’attivo un’intensa e brillante carriera fra teatro, cinema e televisione accanto a Paola Quattrini – esordi da enfant prodige, confermati da una splendida carriera tra il palcoscenico e il piccolo e il grande schermo (dove ha esordito giovanissima ne “Il bacio di una morta”, fino a “Fratelli e Sorelle” di Pupi Avati e il recente “Abbraccialo per me”).

E ancora l’eclettico Cochi Ponzoni, attore e cabarettista, dal felice sodalizio con Renato Pozzetto con cui ha conquistato la ribalta televisiva, alla carriera da “solista” fra teatro e cinema (tra gli ultimi film, “Gli sdraiati” di Francesca Archibugi e “Si muore tutti democristiani” de Il Terzo Segreto di Satira) e Erica Blanc – diva del grande schermo, dalle spy stories ai films western, dalle avventure di Emmanuelle all”Ippolita dello shakespeariano “Sogno di una notte d’estate” di Gabriele Salvatores, da “Cuore sacro” di Ferzan Özpetek a “Una sconfinata giovinezza” e “Il cuore grande delle ragazze” di Pupi Avati, a “Il premio” di e con Alessandro Gassmann, diretta a teatro da registi come Giorgio Strehler e Luigi Squarzina, Gabriele Ferzetti, Marco Sciaccaluga e Alberto Lionello (di cui è stata compagna di vita e d’arte), sul piccolo schermo in film come “Il bambino cattivo” di Avati e in serie tv come “I bastardi di Pizzofalcone”.

Quattro artisti che non hanno certo bisogno di presentazioni si rimettono in gioco per comporre un imperdibile “Quartet”: «la commedia di Harwood racconta la storia di alcuni ospiti di una casa per ex artisti di opera, di cui protagonisti sono i cantanti di un mitico quartetto che si ricompone, in modo insolito, in onore di Giuseppe Verdi» – scrive nelle note il regista Patrick Rossi Gastaldi. «In questa intelligente cronistoria di un crepuscolo “attivo” raffiorano passioni venate di nostalgia ironica.

In questa occasione un cast di eccezione in scena: il loro talento e mestiere e la capacità di sostenere un dialogo ricco di scoppiettanti e spesso irresistibili scambi crudeli di battute porteranno ad affezionarci velocemente ai personaggi di questa deliziosa “comedy” che mette quasi voglia di invecchiare».

E conclude: «“Quartet” ha il pregio di saper parlare del passare del tempo, della terza età, degli acciacchi del corpo e della mente, che caratterizzano l’ultima fase della vita, con delicata ironia. Un commosso e divertente omaggio alla passione di chi ha dedicato la vita alla musica, alla bellezza e al teatro che rivela quante gioiose sorprese può riservare il “limbo” della nostra vita».

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About Giulia Mannu

Giulia Mannu
Nasce a Nuoro nel 1997. Dopo aver conseguito la maturità scientifica nel 2016, comincia a studiare presso la facoltà di Scienze Economiche Giuridiche e Politiche di Cagliari, intraprendendo l'indirizzo di Scienze Politiche.

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