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BASTIONE

Il Bastione di Cagliari si illuminerà di rosso contro l’Aids

La notte di sabato 30 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids di domenica 1 dicembre 2019, il Comune di Cagliari illuminerà il Bastione di rosso.

Secondo i dati raccolti dall’Organizzazione della Nazioni Unite nonostante la sindrome sia stata identificata nel 1984, oltre 35 milioni di persone sono già morte a causa dell’Aids, una delle pandemie più distruttive della storia. Da allora sono stati fatti progressi scientifici per il trattamento della sindrome, sono state adottate leggi per proteggere le persone che ne sono affette e si hanno più strumenti per comprendere la condizione delle vittime. Ma la ragione del persistere di questa piaga risiede soprattutto nel fatto che a livello mondiale vi è ancora scarsa consapevolezza e conoscenza di come prevenirla.

“Perciò”, commenta l’assessore delle Politiche giovanili Rita Dedola, “non bisogna mai abbassare la guardia”, rivolgendo l’appello in modo particolare alle giovani generazioni che spesso trascurano l’importanza dell’uso del preservativo.

La Regione e la Lega italiana per la lotta contro l’Aids (Lila) di Cagliari mettono fine a un lungo silenzio istituzionale sull‘Hiv in Sardegna e promuovono la prima campagna di prevenzione e sensibilizzazione sulla malattia. Il via è previsto l’1 dicembre, in occasione del World Aids Day. Il piano di comunicazione è tutto incentrato sul claim “Hiv riguarda tutti, possiamo fermarlo” e suggerisce l’uso del profilattico nei rapporti sessuali e, soprattutto, sollecita chi non l’ha mai fatto a sottoporsi al test in forma gratuita e anonima nelle strutture pubbliche o nella sede Lila di Cagliari.

Qui, da oltre tre anni, è attivo un “testing center” in grado di effettuare test rapidi per HiV e Hcv.

In realtà i dati parlano di un calo dell’incidenza nell’Isola con 49 nuovi casi rispetto ai 61 nel 2017 e ai 2847 a livello nazionale. “Finalmente, grazie alla Lila anche noi entriamo a pieno titolo in una campagna di prevenzione”, dice l’assessore della Sanità Mario Nieddu. “Questa – aggiunge – è una delle tematiche più sentite, e abbiamo impostato sulla prevenzione le nostre politiche sanitarie. Si tratta di una campagna che si rivolge ai giovani, forse c’è stato un calo di attenzione da parte loro”. Altro concetto che la campagna farà passare è che, dice Brunella Mocci della Lila di Cagliari, “le persone con Hiv ma con carica virale azzerata non sono in grado di trasmettere il virus: questo concetto deve passare”. Mocci evidenzia anche la questione del “sommerso dell’Hiv, di tutte quelle persone che non si sottopongono al test perché ritengono di non aver mai corso un rischio. Far emergere il sommerso è uno dei nostri obiettivi”.

La campagna prevede affissioni di manifesti di grande formato nelle principali città sarde, inserzioni su quotidiani e periodici locali e in testate online e nei social media. Nella primavera del 2020 sarà diffuso uno spot visibile anche nei videowall di aeroporti, porti e stazioni.

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