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Salone del libro di Torino: presente anche la Sardegna

Anche la Sardegna presente al salone internazionale del libro di Torino con il suo padiglione.

Anche la nostra isola presente al Salone del libro di Torino, con il “padiglione Sardegna”. Oggi, il tradizionale taglio del nastro il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha dato il via al 32° Salone del Libro di Torino. “Il gioco del mondo” il tema scelto per la manifestazione di quest’anno, che vuole essere prima di tutto uno strumento per evidenziare il ruolo della cultura quale ponte di collegamento tra i popoli. “Deve farsi strada l’orizzonte di una “nuova Europa”– ha detto nella lectio magistralis di apertura Fernando Savater – che dovrà recuperare la centralità dei valori, per imboccare la via del dialogo, dell’ accoglienza, dell’apertura, dell’integrazione”.

padiglione sardegna Salone del libro di Torino: presente anche la Sardegna
All’interno del padiglione Sardegna.

Significativa, come ogni anno, la presenza della Regione Sardegna. “Leggere un’isola. Il Mondo”: in questa sintetica head line c’è tutta la forza e la dignità di una terra ricca e sofferente, crogiolo di millenarie tradizioni, ma anche capace di ideare straordinari processi di innovazione.

Qualità e quantità si coniugano felicemente in un fitto programma di eventi, incontri manifestazioni, che in questi cinque giorni attraverseranno uno stand espositivo, che esalta la grande produzione editoriale regionale. L’Isola ha scelto con determinazione la promozione dei saperi interdisciplinari, senza i quali sarebbe impossibile reggere le sfide di “un gioco del mondo” che sta mutando verso, facendo intravedere equilibri geopolitici inediti e importanti aree di crescita e di sviluppo.

“Esiste una Sardegna – spiega Alessandro Soddu, docente di storia Medievale dell’Università di Sassari – molto diversa da quella superficialmente raccontata in tanti stereotipi ormai obsoleti. Nella società isolana, da Nord a Sud, c’è un dinamismo e dei giacimenti intellettuali ancora poco sfruttati, che devono essere riscoperti e valorizzati. La storia e la memoria vanno coltivate perché ci fanno comprendere quale debba essere il giusto rapporto tra l’identità che ci lega alle radici e l’apertura agli altri e al mondo, cosa di cui i sardi sono molto capaci”.

Il fil rouge che lega gli appuntamenti, che fin da questa prima giornata del salone del libro di Torino ha coagulato una folta cornice di pubblico, è dettato dalla contaminazione di linguaggi, generi, sensibilità diverse. Contaminazione di saperi, ma anche di generazioni. Giancarlo Biffi, autore e regista teatrale ha raccontato ai più piccoli le avventure dell’intrepido gufo rosmarino (la collana di successo è edita da Segnavia e splendidamente illustrata da Valeria Valenza).

Un momento magico in cui il gioco innocente dell’infanzia si è fatto laboratorio, scambio di esperienze, assumendo i toni di una “leggera” e “profonda” riflessione sulla contemporaneità. “Non dimentichiamoci – ha commentato Biffi – che il linguaggio, come sosteneva uno dei più grandi filosofi del ‘900 è la casa dell’essere. Mi piace parlare e dedicarmi ai bambini perché la rivoluzione della mente e del cuore, che tanto servirebbe in questa epoca di crisi, parte da loro. Credo, infatti, che servirebbe un Piano Marshall per la cultura, se non mettiamo al primo posto la scuola, non potremo avere futuro”.

Ampia la proposta editoriale che la Regione Sardegna metterà sul piatto al salone del libro di Torino. La prima giornata si è conclusa con la presentazione di “Piove Deserto” di Ciro Auriemma e Renato Troffa (Dea Planeta Editore). Si tratta di un “Noir mediterraneo” che pone al centro i temi del lavoro, dell’identità, dell’emigrazione, della trasformazione e spesso mancata rigenerazione urbana. “La nostra – il commento di Auriemma – è una Regione di scambio e di incontro tra genti, razze etnie, bisogna partire da lì per comprendere la tendenza fondamentale del nostro tempo.

Il Sulcis, la terra che fa da cornice alla narrazione – è stata terra prima di miniere, poi di fabbriche. Ridare linfa a queste realtà, dissanguate dall’emigrazione, ripartendo dall’etica del lavoro, sarà decisivo anche per acquisire una più generale consapevolezza del contributo politico e storico che le identità territoriali potranno dare per cambiare le dinamiche di una globalizzazione senz’anima, che stanno generando un accrescimento delle povertà e della diseguaglianza nel mondo”.

Domani si riparte con la presentazione del saggio di Alessandro Soddu Signorie territoriali nella Sardegna Medievale. I Malaspina (Ed. Carocci)

Il sito ufficiale del salone del libro:
https://www.salonelibro.it/

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About Federico Montaldo

Federico Montaldo
Studente di Lingue e Comunicazione, appassionato di cinema, musica e fotografia.

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