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TOPSHOTS Libyans celebrate in Tripoli's landamark Martyrs square on February 17, 2015 the upcoming fourth anniversary of the Libyan revolution which toppled strongman Moamer Kadhafi. Islamist militants have thrived in Libya since Kadhafi was toppled and killed in the NATO-backed 2011 uprising, with authorities struggling to contain dozens of militant groups with diverse motivations and ideologies. AFP PHOTO / MAHMUD TURKIA

La crisi in Libia: dalla caduta di Gheddafi alle migrazioni

Libia, un paese sospeso: dalla caduta di Gheddafi alle migrazioni. Venerdì 15 giugno a Cagliari incontro con l’esperta Michela Mercuri

La Libia sarà al centro del prossimo incontro di geopolitica organizzato dal Centro Italo Arabo e del Mediterraneo. L’appuntamento è venerdì 15 giugno, alle ore 18, presso la sala Basile di Villanova Coworking (villa Atzeri, via san Saturnino 7 a Cagliari) con l’editorialista ed esperta del Mediterraneo Michela Mercuri che presenterà il suo libro Incognita Libia – Cronache di un Paese sospeso.  Introduce il presidente del Centro Italo Arabo Raimondo Schiavone. Moderano i giornalisti Alessandro Aramu e Paola Pintus.

Mercuri insegna Storia contemporanea dei Paesi mediterranei all’Università di Macerata ed è docente presso la Società italiana per le organizzazioni internazionali (Sioi) di Roma. Esperta di Nord Africa e Medio Oriente, è editorialista per diversi quotidiani nazionali e analista per radio e televisioni.

Come ha sottolineato Sergio Romano, che ha curato la prefazione del volume, “Mercuri appartiene al gruppo di storici italiani che meglio conoscono la storia libica dalla guerra italo-turca del 1911 alle sue fasi più recenti. Ma è probabilmente la studiosa che più direttamente ha seguito le vicende libiche e italo libiche dalla guerra civile del 2011 ai nostri giorni. I risultati delle sue analisi sono sorprendenti”.

La situazione attuale

Un Paese sospeso tra un passato fragile e un futuro incerto: questa è oggi la Libia. Il presente non c’è. Manca dal 2011, quando gli attori internazionali, con il consenso delle Nazioni unite, decidono di intervenire nelle rivolte in corso nel Paese per mettere le mani sulle sue risorse. Oggi quelle stesse mani che volevano giocare con le pedine del nuovo risiko libico si ritrovano “con un pugno di mosche”. Uno Stato controllato dalle milizie, in piena crisi economica, terreno fertile per gli jihadisti e per i gruppi criminali che lucrano sul traffico dei migranti diretti verso l’Italia.

Le rivolte del 2011 hanno decretato la fine del regime di Gheddafi chiudendo un capitolo durato più di quarant’anni. Qualcuno, allora, si era illuso che il Paese potesse incamminarsi verso un sistema democratico. Non è stato così e oggi stiamo pagando il conto dei nostri “calcoli errati”. Che ne sarà, dunque, della Libia? Come siamo arrivati a questo punto? Ripercorrendo le fasi salienti della storia del Paese fino ai fatti più recenti, l’Autrice nel suo volume spiega le incognite e le contraddizioni di una realtà tanto vicina quanto difficile da comprendere.

Nel corso dell’incontro, si parlerà anche della strettissima attualità: dalla conferenza di pace di Parigi voluta dal presidente Macron (che ha sollevato non poche perplessità sulla possibilità che incida sulle cause profonde della frattura istituzionale tra Est e Ovest) agli ultimi sviluppi militari, con le truppe del generale Haftar, l’uomo forte di Bengasi, che dopo esser dato per morto, continua la sua avanzata nella parte orientale del paese contro le milizie islamiste

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About Riccardo Fanni

Riccardo Fanni
Laureato in Giurisprudenza, lettore appassionato, sportivo mancato e viaggiatore compulsivo. "Chi viaggia senza incontrare l'altro, non viaggia, si sposta"

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