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SemiNow

SemiNow, gruppo per la sperimentazione e ricerca dei grani antichi

Gruppo d’azione per la tutela dell’agrobiodiversità locale recentemente costituitosi in Associazione di Promozione Sociale SemiNow.

L’associazione si chiama APS Seminow (seminàu) e non ha fini di lucro. Dal 2016 ha iniziato un lavoro sperimentale di ricerca e moltiplicazione dei grani “antichi”, duri e teneri, ancora coltivati in Sardegna fino ai primi decenni Novecento. Per quasi tutte le diverse varietà si è partiti da poche centinaia di grammi di seme (talvolta veramente un pugno), avute in dono da pochissime persone che, per affezione, ancora si accaniscono a coltivarle in una dimensione quasi familiare.

I risultati qualitativi del primo raccolto, mietuto nel 2017, sono stati davvero incoraggianti, nonostante tutto il lavoro sia stato portato avanti, anche materialmente, in mezzo a mille difficoltà, esclusivamente dai soci stessi che dai pochi mezzi.

L’avventura della semina del 2018, per mancanza di risorse, è cominciata in ritardo. Tuttavia si è riusciti quest’anno ad approntare cinque campi sperimentali – costituiti ciascuno da parcelle di piccole e medie dimensioni – distribuiti in quattro diversi luoghi geografici del sud dell’isola. Il tempo ha finora regalato piogge abbondanti e tempestive, che fanno ben sperare per l’esito del raccolto, sebbene sia mancata la possibilità di effettuare qualche lavorazione intermedia di zappatura. Si pensa di poter fare meglio l’annata ventura, ma è necessario condividere: SemiNow rappresenta una reale occasione per tutte le persone che vogliono scommettere sui valori della biodiversità e dell’agricoltura sostenibile, non solo a parole ma con i fatti.

Occorre infatti agire, e velocemente, affinché le antiche varietà di grano (sardo o più in generale mediterraneo) non vadano perdute per sempre. Compresa la varietà Senatore Cappelli, tenuta in vita nell’isola, negli ultimi settant’anni, da uno sparuto gruppo di orgogliosi (e coraggiosi) agricoltori, rimasti soli a combattere contro le pressioni asfissianti del mercato e la sordità della politica. Lo scopo dell’associazione è da una parte il recupero e la diffusione delle cultivazioni abbandonate e, dall’altra un’azione di contrasto verso quei soggetti che, a scopo esclusivamente speculativo, vogliono intestarsi le operazioni di “recupero colto” dell’antico al solo scopo speculativo e monopolistico, al pari di chi, sul piano internazionale, detiene i brevetti delle sementi “industriali” con le quali schiaccia a piacere ogni tradizione e ogni sincera iniziativa di resistenza o recupero delle diversificazioni locali.

L’associazione, regolarmente costituita e dotata di codice fiscale e conto corrente, per portare avanti il progetto può ora finalmente chiedere il supporto tecnico e logistico delle agenzie regionali sarde LAORE e AGRIS, e quindi sperare, per effetto della legge regionale sulle biodiversità, di essere formalmente inclusa tra gli “agricoltori custodi”, quali noi riteniamo di essere.

Per crescere e per finalizzare questo comune lavoro alla creazione di filiere di trasformazione e valorizzazione di tutte queste nostre tradizionali eccellenze cerealicole. E’ necessario condividere, con agricoltori, attivisti e simpatizzanti, una visione più giusta e rispettosa della terra, del lavoro di chi la coltiva, delle tradizioni artigianali di chi ne trasforma il frutto e di quelle gastronomiche di chi lo consuma a tavola. Pane, pasta, sfarinati, dolci: una storia isolana plurimillenaria, qualificante e ancora
vantaggiosamente praticabile. Sia per la nostra salute (il protocollo è rigorosamente “biologico”) che per la nostra economia, proprio in un momento in cui il mercato più consapevole si sta, almeno in parte, aprendo al consumo alimentare consapevole e all’uso responsabile delle risorse della terra.

Le riserve finanziarie dell’associazione, limitate per ora alle sole “quote sociali” e ai piccoli contributi personali di ciascuno dei soci fondatori, non sono sufficienti a garantire anche solo il buon fine dell’annata in corso. Mentre l’obiettivo è invece quello di raggiungere un quantitativo di raccolto che garantisca la prossima semina e, nel frattempo, consenta la sperimentazione sugli sfarinati e la produzione di pane, pasta e dolci.

Chiediamo perciò a te, e a tutte le persone di buona volontà, di diventare soci sostenitori di questa
nostra iniziativa. Ci rendiamo ovviamente disponibili a trasmetterti tutta la documentazione in nostro possesso (a partire dallo Statuto e fino al Disciplinare di coltivazione), a fornirti le immagini e i filmati del lavoro svolto, a parteciparti dei nostri programmi di coltivazione e trasformazione, a informarti sulle nostre azioni di sensibilizzazione pubblica.

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