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We Live in Christmas: tappa a Settimo San Pietro

Martedì 20 dicembre alle 18:30 presso la Chiesa di San Pietro Apostolo a Settimo San Pietro

Tappa a Settimo San Pietro per “We Live in Christmas”, rievocazione itinerante del Natale in costume tradizionale sardo, progetto ideato e proposto dalla Cooperativa Sociale Salto del Delfino e dal direttore artistico Nicola Micheledomani (20 dicembre) nel sagrato della Chiesa di San Pietro Apostolo andrà in scena il terzo spettacolo dell’Avvento parteollese. In scena “Il dubbio di Giuseppe. L’editto del censimento”, episodio tratto dai Vangeli Apocrifi nel quale Giuseppe, alla visione di Maria incinta, viene assalito dal dubbio e medita di ripudiarla, ma la visione di un angelo interviene per istruirlo prontamente sul Mistero. L’editto del censimento, invece, appartiene al Vangelo secondo Luca che riferisce in merito a un primo censimento di Quirinio realizzato su tutta la terra dietro ordine dell’imperatore Augusto, in occasione del quale avvenne la nascita di Gesù a Betlemme, al tempo di re Erode. Il ruolo di Maria sarà affidato a Stefania Pisu, giovane attrice di Soleminis, mentre il ruolo di Giuseppe verrà interpretato da Nicola Michele. Prevista la partecipazione de Is Massaius de Santu Sidoru di Soleminis. Il tema culturale questa volta associato alla rappresentazione sarà quello del pane e delle sue forme.

Il cammino dell’Avvento nel Parteolla continuerà mercoledì 21 dicembre nella Chiesa di San Giacomo Apostolo a Soleminis dove alle 18:30 andrà in scena “Partenza di Giuseppe e Maria per Betlemme” con il tema culturale questa volta incentrato sul miele e la sua produzione.

“We Live in Christmas” è un progetto realizzato con il sostegno dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio dell’Unione dei Comuni del Parteolla e Basso Campidano e coinvolge alcune tra le più importanti realtà artistiche e culturali della zona tra le quali la Compagnia Doliense (Dolianova) e il Gruppo Folk Città di Dolianova.

LA CHIESA – La chiesa di San Pietro è la parrocchiale di Settimo San Pietro. Sorge nel centro dell’abitato e si affaccia su un piazzale panoramico, raggiungibile percorrendo la via Parrocchia. La prima menzione della chiesa parrocchiale di San Pietro, riferita alla sua consacrazione da parte dell’arcivescovo Matteo Ioffre, risale al 1442, anche se probabilmente nessuna struttura della chiesa attuale può riferirsi a quel periodo[1]. Nel 1564 la chiesa di San Pietro è menzionata in un documento notarile, dove viene indicata come modello per la costruzione della capilla mayor (presbiterio) della chiesa di Sant’Ambrogio a Monserrato. Il tempio venne ampliato e restaurato nel XVII e nel XVIII secolo. La facciata presenta coronamento piano con merlatura. Il portale è strombato e sormontato da un arco a sesto acuto. Nella parte superiore del prospetto si trova un rosone tamponato, entro il quale si apre una finestra quadrangolare. A sinistra si eleva l’alta torre campanaria, a canna quadra, presenta una sopraelevazione costituita da una cupola su alto tamburo ottagonale. Sul lato destro della facciata è presente un contrafforte. L’interno, a pianta rettangolare, presenta navata unica voltata a botte, suddivisa in cinque campate tramite arcate ogivali. Ai lati si aprono alcune cappelle, tra le quali è particolarmente pregevole la cappella del Battistero, che si apre sotto il campanile. Questa cappella, risalente al XVII secolo, è in stile tardogotico e vi si accede tramite un arco ribassato, percorso da modanature, e culminante in una inflessione. L’estradosso è decorato da fogliame scolpito, mentre alla base dell’arco sono collocati due leoni stilofori, originariamente custoditi nella chiesa medievale di San Giovanni Battista, nelle campagne di Settimo. All’interno, la cappella presenta volte a crociera costolonata. Il presbiterio, a pianta quadrangolare, presenta un’articolata volta a crociera stellata, costolonata e ornata a gemme pendule. Pregevoli sono gli arredi marmorei settecenteschi, quali l’altare maggiore, il fonte battesimale e il pulpito.

GLI APPUNTAMENTI – Il progetto “We Live in Christmas” prenderà vita domenica 18 dicembre a Serdiana, con la prima tappa presso la Chiesa Parrocchiale del S.S. Salvatore. Alle ore 11, nella cornice del complesso architettonico risalente al XV secolo, andrà in scena “Il Sogno di Maria”, prima rappresentazione che avrà come momento di approfondimento il tema culturale del vino e della sua arte. Il giorno dopo (lunedì 19) il cammino dell’Avvento continuerà a Donori, dove alle 18:30 presso la Chiesa di San Giorgio Vescovo, verrà messa in scena “La visita di Maria alla cugina Elisabetta”, con il tema culturale questa volta incentrato sul formaggio nella tradizione parteollese. Martedì 20 dicembre l’aria del Natale soffierà in quel di Settimo San Pietro dove nella Chiesa di San Pietro Apostolo alle ore 18:30 sarà inscenato “Il dubbio di Giuseppe. L’editto del censimento”, con un focus dedicato al pane e le sue forme. Un viaggio di circa sette chilometri accompagnerà il cammino avventizio nella cornice della Chiesa di San Giacomo Apostolo a Soleminis il 21 dicembre ore 18:30, con la rappresentazione della “Partenza di Giuseppe e Maria per Betlemme” e il tema culturale questa volta dedicato al miele e la sua produzione. A Barrali (Chiesa di Santa Lucia) si giungerà il giorno seguente (22 dicembre) alle 18:30 con “Il viaggio e l’incontro con i contadini” (tema culturale: i frutti della terra). A Dolianova terminerà il cammino di Maria e Giuseppe verso la tanto attesa Natività: il 23 dicembre ore 19 nel sagrato della Cattedrale di San Pantaleo attori e musicisti si cimenteranno con “L’arrivo a Betlemme e il rifugio nella mangiatoia” con il tema culturale dedicato all’olio e la sua luce e il 24 dicembre alle ore 23:30 si assisterà alla “Nascita di Gesù”.

Il programma completo con ulteriori informazioni e aggiornamenti è disponibile sul sito www.weliveinchristmas.it

L’ORGANIZZAZIONE – La cooperativa sociale “Salto del Delfino” si propone di valorizzare e convogliare le innumerevoli risorse culturali presenti nel territorio del Parteolla nel quale opera da oltre dieci anni. Fondata nel 2002, la compagnia svolge la propria attività di produzione e distribuzione di spettacoli teatrali e conduzione di percorsi di educazione al teatro e laboratori espressivi nell’ambito del teatro sociale e della teatroterapia. Da anni rivolge le sue energie al teatro per l’infanzia e al teatro contemporaneo presentando i propri spettacoli presso le scuole di vario ordine e grado, nei comuni, biblioteche, centri di aggregazione sociale e vari enti pubblici e privati. La direzione artistica si snoda in un percorso di ricerca espressivo che contempla i vari linguaggi performativi: dal teatro alla danza, alla clownerie, con la commistione di impianti visuali e sonorità e che richiamano caratteri antropologici e elementi naturali. Alla base dei propri lavori vi sono molto spesso le scritture originali e una continua sperimentazione sul gesto e sul movimento. La direzione artistica è affidata a Nicola Michele, formatosi presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica di Cagliari e specializzatosi presso la Scuola di Formazione Triennale di Teatro e Teatroterapia diretta da Walter Orioli a Milano, e presso la Biennale di Venezia con il Maestro argentino Ricardo Bartis. Forte dell’esperienza maturata sul territorio, la Compagnia vuole coinvolgere le risorse umane e paesaggistiche all’insegna di una maggiore visibilità e attrattività turistica.

I LUOGHI – Il Parteòlla è una regione storica della Sardegna sud-orientale. Il territorio corrisponde a quello della curatoria di Dolia del Giudicato di Cagliari. Il nome Parteolla deriva dalla Curatoria (o partes) di Dolia, detta anche parte Olla. Situata nel Basso Campidano, ha come capoluogo Dolianova e anticamente è stata anche sede della diocesi. L’Unione dei Comuni del Parteolla e Basso Campidano rappresenta una rete territoriale di piccoli centri urbani contigui in associazione tra loro e comprende i comuni di Serdiana, Donori, Settimo San Pietro, Soleminis, Barrali e Dolianova. Il principio alla base della costituzione della rete di partenariato, oltre che quello di fornire adeguata rappresentatività della società locale e dei settori coinvolti dalle ricadute del progetto, mira a fornire un importante contributo in termini di competenze tecniche specifiche per l’attuazione degli interventi, al fine di elevare la fattibilità del progetto in termini organizzativi e gestionali. (fonte)

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