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Linux day 2011 trashware: la seconda vita dei computer

Informatici Senza Frontiere Cagliari ci parlano del concetto e dell’importanza del trashware

Cos’è il trashware?
Il termine trashware deriva dalla contrazione delle parole trash (spazzatura) e hardware. Con esso si intende il riutilizzo proficuo di computer dismessi ed altrimenti destinati allo smaltimento. I computer recuperati sono utilizzati per scopi di prevalente utilità socioculturale, attraverso la loro donazione ad associazioni o a privati. Possiamo quindi definire il trashware come la “seconda vita” dei computer.

Perché fare trashware?
Con Digital Divide (Divario Digitale, detto anche DD) si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie digitali (Internet, personal computer, codifica digitale del sapere e della conoscenza) e chi no. Le cause del DD sono molteplici: economiche (costi elevati, carenza di infrastrutture); culturali (mancanza o carenze nell’istruzione); politiche (limitazioni di acceso imposte da governi autoritari).

Viviamo in una società che ha un forte bisogno di strumenti informatici, e che, nel contempo, getta enormi quantità di apparecchiature informatiche (spesso del tutto funzionanti!) nella spazzatura:
i computer funzionanti vengono dismessi ogni 3-4 anni (dai privati) o ogni 12-18 mesi (dalle aziende).
– oltre 150 milioni di macchine vengono gettate in discariche nel mondo.
– solo il 10% dei materiali costituenti i computer può essere recuperato (oro, platino, palladio).
– il recupero cosiddetto “chimico” ha costi altissimi.
– lo smaltimento tradizionale rilascia metalli pesanti altamente inquinanti (piombo, mercurio, cadmio…).

Ridurre il divario digitale hardware a basso costo con software aventi minori requisiti di funzionamento e (in genere) senza costi di licenza implica maggiore facilità di accesso. Infatti salvaguarda l’ambiente, riducendo il quantitativo di rifiuti elettronici altamente inquinanti.

Inoltre favorisce il consumo critico della tecnologia, utilizzando risorse hardware e software adeguate alle reali necessità degli utenti, nel rispetto della “regola delle quattro R” (Ridurre, Riciclare, Riutilizzare, Riparare) con lo scopo di ridurre l’“impronta ecologica”.

Progresso tecnologico … o marketing consumistico?

L’uso medio di un computer (per oltre il 75% degli utenti) consiste nel leggere la posta, navigare su Internet, scrivere mail. Davvero servono un processore con 4 core a 2.8 GHz, 8 GB di RAM, 1TB di HDD e una scheda video con 2048 MB? Nel 1969 bastò la potenza di calcolo di un Commodore 64 per portare l’uomo sulla luna.

Informatici Senza Frontiere (ISF)

Informatici Senza Frontiere nasce all’interno del mondo universitario, ed è composta principalmente (ma non solo) da studenti, docenti, ricercatori, laureati ed operatori nel settore delle discipline tecnico-scientifiche.

ISF è aperta a tutti coloro che, riconoscendosi nella sua Carta dei Principi, desiderino collaborare al raggiungimento delle sue finalità. La collaborazione di ciascuno dei membri di ISF è esclusivamente volontaria:
l’attività svolta a favore dell’associazione non viene in alcun modo retribuita.

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About Letizia Gusai

Letizia Gusai
Appassionata di lettura e scrittura, sta terminando il suo percorso di studi in Beni Culturali e Spettacolo. Adora viaggiare e guardare film.

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