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Il fotografo che “guarda gli animali negli occhi” con una mostra a Cagliari

Sabato 9 marzo, al Castello di San Michele a Cagliari, inaugurazione della mostra fotografica multimediale di Simone Sbaraglia, il fotografo che “guarda gli animali negli occhi”.

Ritratto di un Pianeta selvaggio” di Simone Sbaraglia è un progetto che racconta un mondo fragile, in rapidissimo cambiamento e che, altrettanto rapidamente, stiamo perdendo.

Attraversare il globo per documentarne le meraviglie naturali con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica verso la bellezza e la fragilità del mondo naturale assume oggi il carattere della massima urgenza per il fotografo naturalista Simone Sbaraglia che dichiara: “Andare alla ricerca degli attimi di bellezza e armonia diventa sempre più difficile e raro e per questo ho deciso di dare a questo progetto il carattere della mutevolezza e del cambiamento, caratteristiche che rispecchiano lo stato attuale della natura del nostro Pianeta Terra”.

“Ritratto di un Pianeta selvaggio” è un progetto a tappe, inaugurato a febbraio a Roma e che ha già avuto un riscontro mediatico importante: di seguito il link alla trasmissione di RaiTre Geo dove Sbaraglia è stato ospite.

La mostra inaugura sabato 9 marzo alle ore 18 al Castello di San Michele di Cagliari, dove rimarrà fino al 1 maggio per poi ripartire, girare l’Italia e sconfinare all’estero.

Il progetto è strutturato come un racconto che evolve e cambia con il progredire delle tappe nelle varie città, dando luogo ad un ritratto del nostro Pianeta in costante evoluzione e cambiamento.

La mostra avrà una forte impronta multimediale caratterizzata da diversi video di backstage, un’intervista all’autore e diversi video tecnici che descrivono tecniche e attrezzature utilizzate per il progetto. Le stampe cambieranno di tappa in tappa con il progredire stesso del progetto e così anche il catalogo, che non assume la classica forma del libro, ma è costituito da un cofanetto che raccoglie le fotografie presenti in mostra e che, come le immagini esposte, evolverà insieme al progetto. Lo svolgersi del racconto verrà costantemente narrato nel sito del progetto: www.ritrattodiunpianetaselvaggio.it

Mi sto dedicando a questo progetto da più di tre anni – ci racconta Simone Sbaraglia – girando il mondo per scovare i luoghi e le specie che ancora resistono e che ancora sono in grado di regalarci quelle emozioni che solo il contatto con la natura incontaminata può donare. Raccontarne la bellezza è sempre stata per me una priorità e oggi lo è ancora di più perché purtroppo stiamo perdendo moltissimi di quei paradisi selvaggi.

Nell’ambito della mostra il 15 marzo alle ore 19, negli spazi del Castello di San Michele, Simone Sbaraglia terrà un seminario didattico, promosso dal Consorzio Camù, per svelare i segreti del lavoro del fotografo naturalista. Dall’idea del viaggio alla stampa delle fotografie, verrà illustrato ampiamente il processo lavorativo soffermandosi principalmente sulle tecniche e le attrezzature utilizzate per realizzare gli scatti della mostra.

La realizzazione di questo ambizioso progetto è possibile grazie al supporto di Fujifilm Italia di cui Simone Sbaraglia è ambasciatore X-Photographer; FUJIFILM ha sposato il progetto, consapevole di quanto la fotografia riesca a parlare alle coscienze con immediatezza, senza filtri, su un tema che non è più possibile ignorare. Con grande forza, una fotografia, o una sequenza di immagini, ha il potere di catalizzare gli sguardi di un pubblico vasto ed eterogeneo. Inoltre, FUJIFILM ha trovato in questa collaborazione con il fotografo Simone Sbaraglia, fine autore, anche la possibilità di sostenere la cultura dell’immagine.

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About Lisa Ferreli

Lisa Ferreli
Giornalista, musicista, cantante, presentatrice, studentessa diligente: non sono niente di tutto ciò. Sono affascinata dalla linguistica e dalla comunicazione, più in generale. Essendone innamorata, mi piace giocarci: a volte accento cagliaritano, altre volte no, alcune volte formale, a volte informale, a momenti seria, a momenti irriverente. Più entità racchiuse in un'unica voce, per questo non sono niente di tutto ciò.

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