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Il Crocifisso di Pinuccio Sciola a San Saturnino

ll Polo museale della Sardegna inserisce l’opera di Pinuccio Sciola nella Basilica paleocristiana di San Saturnino

Cagliari e la Basilica di San Saturnino in onore di Pinuccio Sciola. Un crocifisso dal forte impatto emotivo, espressione di drammaticità nei tratti scolpiti dal celebre scultore di San Sperate scomparso nel 2016, entra nella più antica chiesa cagliaritana.

La direttrice del Polo Museale della Sardegna, Giovanna Damiani, e la Fondazione Pinuccio Sciola, per le manifestazioni in programma per la Settimana dei Musei, oggi in piazza San Cosimo hanno presentato il crocifisso ligneo realizzato da Sciola in un’iniziativa dal titolo “Sciola, un’opera lignea per la Basilica di San Saturnino”.

Il crocifisso è stato acquisito dal Polo museale della Sardegna poco prima della morte dell’artista ed è stato destinato alla Basilica paleocristiana di San Saturnino.

L’opera, realizzata in legno di olivastro, presenta peculiarità formali che rimandano all’iconografia medievale del Crocifisso gotico doloroso, molto diffusa in Sardegna e reinterpretata dallo scultore in chiave moderna.

Pinuccio Sciola, artista di fama internazionale, è conosciuto per la sua attività nella promozione dei murales (pitture decorative sulle facciate delle costruzioni), per aver reso il suo paese d’origine famoso proprio per questa forma d’arte, e per le pietre sonore. Pinuccio Sciola nasce a San Sperate il 15 marzo 1942 da una famiglia di contadini. Autodidatta, viene scoperto nel 1959 grazie ad una mostra concorso indetta alla Rinascente.

In tale occasione vince una borsa di studio per frequentare il Liceo artistico di Cagliari. Tra il 1961 e il 1962 compie numerosi viaggi-studio nelle più importanti città d’arte italiane come Roma, Firenze, Venezia, Ravenna, Napoli. Nel 1964 frequenta il Magistero d’arte di Firenze e partecipa ad un corso di scultura a Salisburgo. Tre anni dopo vince una borsa di studio per un soggiorno in Spagna dove frequenta l’Università della Moncloa di Madrid. Nel 1968 inizia l’attività di muralista e progetta di trasformare il paese di San Sperate in “paese museo”. L’iniziativa trova il sostegno di numerosi artisti italiani e stranieri tra i quali Foiso Fois, Primo Pantoli, Giorgio Princivalle, Gaetano Brundu. Sempre in quell’anno gli viene conferita la cattedra di scultura al Liceo Artistico di Cagliari. 

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