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Burt Reynolds: l’uomo che poteva essere Ian Solo

Burt Reynolds, sex symbol che ha più affascinato non solamente Hollywood, ma anche tutti coloro che amano il cinema.

Stavolta la colpa è stata di un cuore ballerino. Che non ha più retto, dopo 82, quasi 83, anni vissuti al massimo. Stiamo parlando di Burt Reynolds, uno dei sex symbol e attori che hanno più affascinato non solamente Hollywood, ma anche tutti coloro che amano il cinema. Americano, Burt è salito alla ribalta esattamente nel periodo che va dal 1970 e il 1990: due decenni in cui la sua fama è aumentata in modo sproporzionato, anche grazie alla sua interpretazione nella pellicola “Boogie Nights”.

Citare la filmografia di questo grande attore provoca senz’altro qualche brivido, soprattutto a qualcuno più avanti negli anni. Tra “Quella sporca ultima meta”, “L’altra Hollywood” e “Un tranquillo weekend di paura” e “Smokey and the Bandit”, Burt Reynolds è riuscito ad incantare le platee di ogni dove. È stato il suo manager, Erick Kritzer, a rivelare ai media la morte del famoso attore, avvenuta presso lo Jupiter Medical Center, in Florida. Nessuna informazione in più sulle cause del decesso: subito sul web si sono moltiplicati i commenti in suo ricordo. Tra gli altri, un bellissimo messaggio di Arnold Schwarzenegger su Twitter, in cui ha rivelato come Reynolds fosse uno dei suoi eroi, ispirandolo nel percorso che, da atleta, l’ha fatto diventare un grande attore.

Celebre fu la sua scelta di rispondere con un secco no, alla fine degli anni Ottanta, alla richiesta di Albert Broccoli, che gli propose il ruolo di James Bond. Ebbene, sapete quale fu la motivazione del buon Burt? “Un americano non può interpretare questo personaggio”. Anche da quell’episodio, la sua fama di “mister no” crebbe in modo impressionante. Volete qualche esempio? Non aveva certo molti problemi a dire quello che pensava, senza peli sulla lingua. Così, rifiutò ruoli di assoluto primo piano, come “Han Solo” o John McLaine in “Die Hard”, senza dimenticare “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.

Tra le sue ultime apparizioni sul grande schermo, c’è quella nel film drammatico “Deal – Il Re del Poker”, girato nel 2008 con il regista Cates Jr e che, all’interno del cast, poteva vantare nomi del calibro di Shannon Elizabeth e Bret Harrison. La trama del film ha un parallelo in un avvenimento recente: la parabola di Ramon Colillas, ultimo vincitore del PSPC, visto che anche il protagonista della pellicola in questione riuscì a farsi strada nel mondo del poker professionistico arrivando da un percorso totalmente diverso, ovvero quello universitario e lavorativo.

Eppure, il film “Deal” non è stato particolarmente apprezzato dalla critica. Certo, Burt aveva abituato tutti molto bene e aveva pure stretto amicizie molto importanti a Hollywood. Ad esempio, era un buon amico di Clint Eastwood e, piccola chicca, furono licenziati in tronco entrambi nel medesimo giorno, per alcuni difetti che poi si rivelarono quantomeno bizzarri. Burt aveva tutto per sfondare nel mondo del football, dopo gli studi compiuti presso la Florida State University. Purtroppo, però, il destino la pensava diversamente e le sue ginocchia particolarmente indebolite da tanti, troppi infortuni ebbero la meglio sulle sue velleità sportive.

Una volta riposto di nuovo nel cassetto il sogno di diventare celebre nel mondo sportivo, Reynolds pensò bene di seguire le orme del padre, diventando poliziotto. Per via del suo imponente fisico, però, decise di non scartare nemmeno la possibilità di diventare un buon attore. Così, grazie all’aiuto di Joanne Woodward, riuscì a trovare un agente. In seguito al grande esordio a Broadway, Reynolds reagì positivamente alle numerose critiche che ricevette.

Accettò, intanto, svariati lavori per mantenersi per poi, alla fine degli anni Cinquanta, iniziare a lavorare in televisione: l’esordio avvenne con “Angel Baby”. Poi cominciò pian piano ad arrivare anche la fama, grazie alla partecipazione alla serie tv “Hawk l’indiano”. Il boom nel 1972 con il film “Un tranquillo weekend di paura”: e la sua notorietà crebbe in modo esponenziale nello stesso anno, quando decise di posare nudo per la famosa rivista Cosmopolitan. Fu proprio quel set fotografico, secondo lui, ad impedirgli di mettere le mani sull’Oscar: candidato con la pellicola “Boogie Nights – L’altra Hollywood”, non vinse, ma Burt Reynolds, protagonista anche di “Quella sporca ultima meta”, resta uno dei più importanti attori a non aver portato a casa l’Oscar.

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