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Artisti sardi in mostra alla galleria d’arte Crobu Inc

Per festeggiare i 5 anni di vita, una galleria d’arte del capoluogo mette in mostra pezzi rarissimi e straordinari degli artisti sardi del Novecento e non solo

Ci sono collage di Edina Altara, opere di Giuseppe Biasi e Cesare Cabras, e mobili dei fratelli Clemente, ma anche dipinti legati alla Sardegna realizzati nel Novecento da Dante Canasi, Romualdo Locatelli e Antonio Ortiz Echagüe. Per celebrare i cinque anni di attività, la galleria d’arte Crobu Inc. di piazza Martiri, ha realizzato una mostra con le più importanti acquisizioni fatte in questo lustro. Sono lavori rari e importanti, che arrivano qui anche dall’altro lato del pianeta, e riportano nell’Isola la Sardegna finita “in capo al mondo”.

C’è molto Novecento, con pezzi rarissimi e inediti, come il collage datato 1917 di Edina Altara, “Su donu”: Edina aveva esordito due anni prima a 17 anni, per segnalarsi subito, nella fresca invenzione, con assoluta sicurezza ed eleganza di impianto cromatico e compositivo. Le fanno cornice i magnifici mobili di Gavino Clemente, affermato industriale mobiliere che sempre si batté a favore dell’arte sarda; negli arredi esposti si assommano in modo geniale gli oggetti del vivere quotidiano – specie femminile – per offrire un’interpretazione, in chiave contemporanea, del patrimonio dell’artigianato artistico della Sardegna.

Non può naturalmente mancare Giuseppe Biasi, in mostra con due significativi ritratti di donne, di una modernità senza tempo: l’una, la nobile sassarese Josephine Arborio Mella di Sant’Elia, sfrontata, spregiudicata e alla moda, l’altra, lontana e distaccata per ancestrale riservatezza, malinconica principessa nel suo abito tradizionale. Il paesaggio è invece rappresentato da un’Aia assolata di Cesare Cabras, già esposta alla Biennale di Venezia del 1932.

Ma altre due fanciulle sono tornate in Sardegna dall’altro capo del mondo: la Paesana (Aldeana, ante 1929) dell’argentino Dante Canasi, console a Cagliari nel primo Novecento, e la Ragazza di Atzara dello spagnolo Antonio Ortiz Echagüe (1908), quasi un secolo fa portata con sé a Buenos Aires dal suo autore. Da Bergamo arrivava invece, in una ricerca di terre esotiche che lo avrebbe portato a morire poi lontano, nelle Filippine, Romualdo Locatelli, cui si deve l’intenso Ritratto di vecchio.

Una sezione a parte è poi dedicata all’ingente patrimonio etnografico isolano: alle tante ceramiche di Oristano – su para e sa mongia, antichi scaldaletto di irriverente ironia – si affiancano splendidi copricassa, uno dei quali, coloratissimo, riccamente decorato dalle tradizionali pavoncelle, precisamente datato al 1874. Li accompagnano le tempere e gli acquerelli di Giuseppe Verani e Giuseppe Cominotti: piemontesi entrambi, lavorarono in Sardegna nel primo Ottocento al seguito dei Savoia, lasciando preziosa testimonianza dipinta degli abiti e delle tradizioni isolane.

Ma la grande novità è costituita dall’opera inedita e gradevolissima del francese François Fortuné A. Ferogio (1805-1888), da gustare con attenzione per le tante curiosità della scena rappresentata. Infine l’ultima, recentissima acquisizione, che sa di salvataggio: il fondo della rivista “Frontiera”, edita a Cagliari dalla casa editrice Fratelli Fossataro.Sono le matrici per la stampa delle incisioni (Dessy, Delitala, Biasi …) che abbellivano il periodico d’arte, fondato e diretto negli anni Sessanta dal pittore e incisore Remo Branca: stavano per essere gettate, tornano ora a raccontare un pezzo di storia e di cultura della Sardegna.

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About Eleonora Pisano

Eleonora Pisano
Sono una studentessa di beni culturali e spettacolo,appassionata di cinema,arte,musica e teatro. Vivo a Cagliari da un anno e mezzo e adoro scrivere e leggere: mi definisco "una discepola del Vate".

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