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Roger Waters. The Wall (2015) – Recensione

Forse questo nome sarà sconosciuto a pochi. Roger Waters: membro storico dei Pink Floyd che dal 1985 ha intrapreso la carriera da solista. Personaggio eccentrico, si è cimentato anche nell’arte visuale oltre che canora. Infatti è sua la pellicola dal titolo Roger Waters. The Wall (2015) di cui firma regia (insieme a Sean Evans) e sceneggiatura.  Il film riprende il tour The Wall Live tenuto dallo stesso Waters tra il 2010 e il 2013.

Impatto visivo

Quindi, nella prospettiva di analisi cinematografica, il primo impatto che si ha sullo schermo è quello delle imponenti scenografie dei concerti, a tema “muro” (the wall, appunto). Fin da subito si capisce che si seguiranno due linee parallele: una sul palco con il tour e una lontano dai riflettori, più personale e riservata.

Entrambe sono estremamente surrealiste ed evocative, ma al livello cinematografico la regia e la fotografia rimangono del tutto anonime. La suggestione scenografica rimane sullo sfondo, bidimensionale e lontana. Certo, la musica fa da padrone ma l’impronta è quella di un documentario in cui le interviste equivalgono alle canzoni.

Roger Waters

Né carne né pesce

Il risultato è un esperienza cinematografica fredda, sottotono. Non si sente calore, passione e la seconda linea narrativa sul passato di Roger Waters non si combina bene con le sequenze dei concerti.  Probabilmente la tematica centrale sui muri, sui confini fisici e mentali, sulla guerra e le ingiustizie, è soffocata e deformata da tutta l’artificiosità che regna in quelle scenografie esagerate dei concerti, che non si sposano bene con la genuinità e semplicità con cui si dovrebbe esprimere la pace e la solidarietà umana. Un riverbero lontano di strumentalizzazione.

Roger Waters

Lontano dal palco, Roger Waters si sposta prima in Francia dove morì il nonno nella prima guerra mondiale e poi in Italia dove morì il padre nella seconda guerra mondiale. Nel suo viaggio è affiancato da figure reali o immaginarie. I dialoghi sono anche molto interessanti così come la regia si sforza un po’ di più, ma queste sono solo briciole che purtroppo si perdono nella visione. 

In conclusione, un film da “vorrei ma non posso”, più nobile negli intenti che nel risultato, e che non sfrutta a dovere il potente mezzo del cinema.

Trailer Roger Waters. The Wall (2015)
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About Denise Maria Paulis

Denise Maria Paulis
Classe 1996. Nerd accanita, mi piace sognare al cinema e viaggiare nei libri. Critica scrupolosa e sempre in cerca di nuove esperienze.

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