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Inaugurazione mostra antologica: Mario Cesare

Mario Cesare in una mostra antologica dal titolo Tracce di colore forme di Segni 

Tracce di colore forme e di segni. Mostra dedicata al pittore Mario Cesare. Sabato 13 ottobre, Gergei, Chiesa di Santa Barbara. Sculture e grafiche dal 1968 al 1984 a cura di Michela Buttu.

La presentazione ripercorre sedici anni delle sue opere(1925-2012). Si andrà alla scoperta di una forte personalità.

L’esposizione sarà visitabile fino al 10 novembre 2018. Verranno illustrate importanti opere, provenienti da diverse collezioni private. Illustrazione di dipinti, sculture in pietra. Infine sperimentazioni di grafica e tema sacro.

La mostra si inserisce all’interno della manifestazione “MaCé – autumn in Gergei con l’arte di Mario Cesare”.

Presenteranno la mostra Giulia Lai, presidente Associazione Culturale Mario Cesare. Michela Buttu, curatrice. Interverrà Barbara Argiolas, Assessore del Turismo, artigianato e commercio della Regione Sardegna.

Mario Cesare nasce il 5 novembre del 1925 a La Mure (Grenoble), città nella quale, l’anno prima, i genitori (…) si erano trasferiti dalla Sardegna”.
“Ogni qual volta Mario Cesare ripensava agli anni trascorsi in Francia, il ricordo degli spuntini a base di pane burro e marmellata era il primo a riaffiorare nella sua mente; un ricordo semplice, che custodiva dall’età di nove anni, quando il suo animo di fanciullo rimase profondamente segnato dall’improvviso rientro nell’Isola, caratterizzato dal passaggio repentino a una condizione di povertà da una vita che fino ad allora era stata confortevole e agiata.”
“Il racconto di quegli anni difficili si è sempre colorato di una nota di fierezza: l’esperienza vissuta da bambino consentì a Mario di sviluppare un insieme di ideali e valori morali, che con il tempo plasmarono la sua figura di uomo caparbio e risoluto. La scelta di condurre una vita umile, fatta di duro e faticoso lavoro finalizzato a guadagnare l’essenziale per sopravvivere, rappresentò un punto fermo nel suo percorso. L’attaccamento alla Sardegna, e il legame che indissolubilmente lo univa a Gergei, furono costanti nella sua intera esistenza e ebbero un peso importante nel condizionare le scelte e i risultati ottenuti nell’ambito del suo breve ma intenso percorso artistico.”
“Paesaggi e strade campestri, uomini e donne al lavoro nei campi di grano, pastori raffigurati di spalle mentre guidano le greggi di pecore e vanno incontro allo spettacolo di una natura incontaminata, cestai, ciabattini, massaie impegnate nelle faccende domestiche, bambini al ritorno da scuola, le comari intente a scambiarsi pettegolezzi nelle strette vie del paese sono le tematiche maggiormente frequentate da Mario Cesare. Del tutto assente è anche solo un accenno al folklore locale. Dai suoi dipinti emerge, piuttosto, la volontà di documentare la vita quotidiana, passata e presente, della propria comunità mediante un uso singolarmente espressivo del colore, che si evince in ogni suo lavoro, dalle nature morte alle rappresentazioni di singole figure, alla serie di opere dedicate ai cardi fioriti. Un colore che costruisce l’immagine accentuando la portata emotiva del risultato finale

Con cortese preghiera di pubblicazione e diffusione radio-televisiva.

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Valentina Meloni
Ciao sono Valentina Meloni, ho 24 anni. Sono iscritta al corso di Laurea di Scienze della Comunicazione.

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